SAYUL_ITALY
alessia pavani
22 Apr 2022
Views 14

Topic: Jongmyo Jeryeak (the music of the Royal Ancestral Ritual in the Jongmyo Shrine)

Writer: Alessia Pavani, Jennifer Venz

Short Explanation: A new voice for the above mentioned topic was created on the Italian Wikipedia page.

Link:  https://it.wikipedia.org/wiki/Jongmyo_Jeryeak


Jongmyo Jeryeak

Jongmyo Jeryeak (coreano: 종묘제례악, hanja: 宗廟祭禮樂) indica la musica impiegata nel rituale che celebra i defunti re e regine della dinastia Joseon (1392-1897), noto come Jongmyo Jerye o Jongmyo Daeje. Il rituale si celebra ogni anno, la prima domenica di maggio, al santuario di Jongmyo, nel cuore di Seoul.


Storia

Inizialmente, durante l'esecuzione del rituale veniva impiegata la musica aak di origine cinese.[1] A partire dal 1464 essa venne sostituita con altri brani tra cui Botaepyeong e Jeongdaeeop. Entrambi furono concepiti come pezzi da essere usati nei banchetti reali, poi con il regno di re Sejo vennero adattati per essere impiegati nel Jongmyo Jerye, che celebra gli antenati reali della dinastia Joseon.[2]

Il rituale Jongmyo Jerye e la sua musica sono stati inseriti nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO nel 2008.



Rituale - Jongmyo Jerye

Il Jongmyo Jerye è un rituale confuciano e in quanto tale si ispira ai testi classici cinesi sul culto degli antenati e sulla nozione di pietà filiale. Nonostante la derivazione cinese, il rituale non è più celebrato nella terra d'origine. La Corea del Sud è l'unica che ha preservato tale tradizione.[3] La cerimonia risale al XIV secolo ed è stata tramandata pressoché intatta sino ad oggi. Un tempo il rituale era praticato nel primo mese di ogni stagione, ma dal 1971 si svolge soltanto una volta, la prima domenica di maggio, al santuario di Jongmyo.[4]

La cerimonia è costituita da varie sequenze in cui gli officianti offrono cibo e vino in delle coppe rituali mentre strumentisti e danzatori si esibiscono in numeri musicali. La musica (vanno intesi sia i brani strumentali che le danze) è parte integrante del rito, e senza di essa non sarebbe completo.

Di seguito è riportato il nome di ogni fase:

Yeongsin (迎神): Accoglienza degli spiriti

Jeonpye (奠幣): Offerta del tributo

Jinchan (進饌): Offerta del cibo

Choheon (初獻): Prima offerta di vino

Aheon (亞獻): Seconda offerta di vino

Jongheon (終獻): Terza offerta di vino

Eumbok (飮福): Condivisione delle bevande sacrificali

Cheolbyeondu (撤籩豆): Rimozione del tributo

Songsin (送神): Congedo degli spiriti

Mangnyo (望燎) o Mangye (望瘞): Bruciatura delle preghiere scritte[1]



Rappresentazione (strumentazione, musica e danza)

Mentre le sequenze della cerimonia rituale si susseguono, sulla scena si eseguono brani di musica strumentale chiamati "akjang" e danze dette "ilmu".[5]

Tra i brani che fanno parte dello spettacolo, i più importanti sono Botaepyeong (보태평, 保太平) e Jeongdaeeop (정대업, 定大業). Il primo significa "Mantenimento della Grande Pace" e ha lo scopo di elogiare i successi civili dei re; il secondo significa "Fondazione di una Grande Dinastia" ed è impiegato per celebrare le virtù militari della dinastia reale.[4] Entrambi furono composti nel 1447[2] durante il regno di re Sejong (1418-1450) per essere usati negli incontri formali di corte o nei banchetti, fu solo nel 1464, con il regno di re Sejo (1455-1468), che i brani iniziano ad essere impiegati come musica del Jongmyo Jerye, sostituendo la musica aak usata precedentemente. Il cambiamento rifletteva il volere del padre, re Sejong, il quale si opponeva all'idea di usare musica di radice cinese per onorare la memoria dei reali coreani.[5]

Il rituale è organizzato secondo precise regole e significati che rimandano al simbolismo cosmico, ai principi di yin e yang o al pensiero confuciano. Ad esempio, l'inizio e la fine del rituale sono segnalati da due differenti tipi di campane: il teukjong, in metallo, si suona all'inizio e rappresenta il paradiso, il teukgyeong, in pietra, è suonato alla fine e simboleggia la Terra. Vi sono anche altri strumenti aventi la funzione di annunciare l'inizio e la fine della musica: il chuk è uno strumento a percussione situato a Est della scena che si utilizza per cominciare; invece a Ovest è situato l'eo, strumento a percussione a forma di tigre che si suona al termine della rappresentazione.[6]

La musica è suonata alternativamente da due orchestre che combinano strumenti impiegati nella musica aak, hyang-ak e dang-ak.. La prima orchestra deunga (등가, 登歌) rappresenta il paradiso ed è situata in alto, sulla terrazza; la seconda heonga (헌가, 軒架) si trova nel cortile, in basso, a indicare la Terra. Anche gli strumenti musicali sono quindi disposti secondo un ordine e un significato preciso.

Dal punto di vista dell'organico, gli strumenti si possono classificare in base al materiale di cui sono costituiti. In totale vi sono otto materiali (metallo, pietra, seta, bambù, terra, legno, zucca e pelle) che vengono considerati come l'espressione dell'armonia dell'universo.[7] In particolare, la strumentazione impiegata di solito è la seguente:

Orchestra da terrazza (deunga): pyeonjong, pyeongyeong, banghyang, dangpiri, daegeum, haegeum, ajaeng, janggu, jeolgo, chuk, eo, bak, akjang (voce).

Orchestra da cortile (heonga): idem, ma si usano l’haegeum e il jingo al posto dell’ajaeng e del jeolgo.[8]

Pyeonjong e pyeongyeong hanno la funzione di guidare le orchestre con la loro chiara melodia e linea ritmica, in modo da creare un’atmosfera solenne.[7]

Tra le due orchestre si esibiscono i danzatori, che simboleggiano gli esseri umani. La danza, eseguita da 64 ballerini allineati su file da otto persone, presenta un'alternanza delle forze Yin e Yang, in conformità con i testi confuciani. Vi sono due generi di danze: la danza civile munmu (문무, 文舞), sull'armoniosa e rilassante musica di Botaepyong, comincia sempre con un passo verso sinistra, e rappresenta la forza Yang. La danza militare mumu (무무, hanja: 武舞), accompagnata alla musica Jeongdaeop, simboleggia la forza Yin e inizia con un passo verso destra. I danzatori brandiscono degli strumenti simbolici: durante la danza civile tengono un flauto yak (약) nella mano sinistra, un bastoncino a forma di testa di drago jeok (적) da cui pendono delle piume, nella mano destra. Nella danza militare, i danzatori hanno in mano delle spade di legno e lance.

Infine, la coreografia si contraddistingue per i movimenti lenti e ampi dei ballerini, il che conferisce un carattere maestoso alla danza. In termini musicali, la melodia  è costituita da suoni lunghi, legati tra loro. Non vi è una vera e propria armonia, poiché i musicisti suonano all’unisono - di conseguenza gli strumenti (voce inclusa) suonano le stesse note.


Note

  1. ^ a b AA. VV., Ritual Music of the Korean Court in Korean Musicology Series 8, Seoul: The National Gugak Center, 2015, pp. 39-40, ISBN 978-89-85952-96-5.
  2. ^ a b Jongmyo Jeryeak (Royal Ancestral Ritual Music in the Jongmyo Shrine), su Cultural Heritage Association. URL consultato il 22 Aprile 2022.
  3. ^ Royal ancestral ritual in the Jongmyo shrine and its music, su UNESCO. URL consultato il 22 aprile 2022.
  4. ^ a b The National Center Traditional Performing Arts, "A-ak (雅樂) and Royal Shrine Music" in Theoretical Perspectives on Korean Traditional Music An Introduction, Seoul: The National Center Traditional Performing Arts, 2002, p. 2. URL consultato il 22 aprile 2022.
  5. ^ a b "A-ak (雅樂) and Royal Shrine Music" in Theoretical Perspectives on Korean Traditional Music An Introduction, Seoul: The National Center Traditional Performing Arts, 2002, p. 3. URL consultato il 22 aprile 2022.
  6. ^ Inhwa So, “Court Music” in Korean Musicology Series 1, Seoul: The National Center for Korean Traditional Performing Arts, 2007, p. 19.
  7. ^ a b Inhwa So, “Court Music” in Korean Musicology Series 1, Seoul: The National Center for Korean Traditional Performing Arts, 2007, p. 21.
  8. ^ Yun, Myung-won, A study of Musical Instruments in Korean Traditional Music, Seoul: The National Center for Korean Traditional Performing Arts, 1998, p. 27.


Bibliografia

  • National Gugak Center, Ritual Music of the Korean Court in Korean Musicology Series 8, Seoul: National Gugak Center, 2015, ISBN 978-89-85952-96-5.
  • Cultural Heritage Association, Jongmyo Jeryeak (Royal Ancestral Ritual Music in the Jongmyo Shrine). URL consultato il 22 aprile 2022.
  • UNESCO, Royal ancestral ritual in the Jongmyo shrine and its music. URL consultato il 22 aprile 2022.
  • The National Center Traditional Performing Arts, “A-ak (雅樂) and Royal Shrine Music” in Theoretical Perspectives on Korean Traditional Music An Introduction, Seoul: The National Center Traditional Performing Arts, 2002. URL consultato il 22 aprile 2022.
  • Inhwa So, “Court Music” in Korean Musicology Series 1, Seoul: The National Center for Korean Traditional Performing Arts, 2007. URL consultato il 22 aprile 2022.
  • Yun, Myung-won, A study of Musical Instruments in Korean Traditional Music, Seoul: The National Center for Korean Traditional Performing Arts, 1998.
  • Song, Bang-song, Korean Music and Instruments, Seoul: National Classical Music Institute, ca. 1986. 



Collegamenti esterni

(EN) Royal ancestral ritual in the Jongmyo shrine and its music, UNESCO,, su ich.unesco.org. URL consultato il 22 aprile 2022.

(KO) Celebrazione del Jongmyo Jerye, su youtube.com. URL consultato il 22 aprile 2022.

Ilaria Lanè
22 Apr 2022
Views 16

Authors: Chiara Palumbo, Emmanuela Steffé, Gaia di Lena, Ilaria Lanè

Italian Title: Minhwa
Short Explanation:

  • (ENG): Minhwa, Korean Folk Paintings, their origins and different kinds and compositions, their meanings, examples from nowadays and how Minhwa still lives in Modern Art.
  • (ITA): Minhwa, Dipinti Popolari Coreani, le loro origini e le diverse tipologie e composizioni, i loro significati, gli esempi di Minhwa al giorno d’oggi e la loro continuità nell’arte moderna.

Link: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Minhwa 

Martina Marrone
22 Apr 2022
Views 13

Topic: Naebanggasa (Canzoni della stanza interna)

Writer: Martina Marrone (SAYUL in Italy Rome)

Short Explanation: This article talks about Naebanggasa, or Songs of the inner chamber, a poetic genre written by Korean women from the 16th century. 

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Naebanggasa


Naebanggasa (Canzoni della stanza interna)

INTRODUZIONE

Naebanggasa (내방가사, 內房歌辭), in italiano ‘Canzoni della stanza interna’ e in inglese ‘Songs of the inner chamber’, è un genere poetico scritto da donne coreane nel tardo periodo Chosŏn (조선, 朝鮮), (1392-1910), a partire dal XVI secolo e apprezzato principalmente dalle donne della regione Yeongnam. Questo tipo di canzoni è chiamato anche Gyubanggasa (규방가사) o Gyujunggado (규중가도). 


CONTESTO STORICO E LETTERARIO

Nel XVI secolo, l'Asia Orientale era influenzata dalla cultura cinese e la scrittura era riservata ai soli uomini nobili della classe yangban (양반) che usavano i caratteri cinesi classici e consideravano l'hangŭl (한글), l'alfabeto coreano, inferiore, tanto da chiamarlo ŏnmun (언문), ‘scrittura volgare’. Era anche detto amgŭl (암글), ‘scrittura femminile’, in senso spregiativo perché veniva usato dalle donne per scrivere.

Le naebanggasa sono state scritte in hangŭl dalle donne e venivano lette fra le donne. Si chiamano ‘Canzoni della stanza interna’ perché era il luogo in cui le donne coreane passavano la maggior parte del loro tempo. L'espressione ‘stanza interna’ esprime anche una realtà sociale e uno status economico, infatti, in quel periodo, non tutti potevano permettersi di avere una stanza riservata alle sole donne all'interno della propria dimora; perciò, avere questo spazio era sinonimo di nobiltà. Per questa ragione, questo genere letterario viene riferito alle donne delle classi medio-alte.

La creazione delle naebanggasa è stata un'importante attività culturale che mostra la transizione dal periodo medievale all'era moderna. Grazie all'hangŭl, il valore delle donne venne riconosciuto dalle famiglie e dalla società, difatti chi era abile nelle naebanggasa era ampiamente conosciuta dalle persone di diversi villaggi.


CONTENUTO

Le naebanggasa divennero importanti durante gli eventi familiari e le cerimonie nei villaggi. Venivano scritte, recitate e trascritte su pergamene e rotoli continuamente all'interno della comunità. Attraverso queste canzoni, le donne coreane hanno documentato la realtà delle loro vite e hanno potuto far sentire le loro voci in una società dominata da uomini. Inizialmente, le naebanggasa si concentravano sulla diffusione dei valori confuciani riguardanti le donne, ma in seguito si svilupparono in una varietà di contenuti diversi, inclusi testi sui valori nazionali e sulla resistenza alle potenze straniere durante l'apertura della Corea ai paesi esteri.

Le donne attraverso queste canzoni raccontavano la loro vita quotidiana, le etichette da seguire in casa e da tramandare alle proprie figlie, le loro emozioni, la perdita di un familiare o un amico, le stagioni e così via. L'educazione delle donne durante la dinastia Chosŏn era incentrata sull'occuparsi della famiglia, degli antenati, dei propri mariti e di allevare bene i propri figli e non potevano partecipare ad attività accademiche. Nel tempo, perciò, iniziarono a esprimere anche il risentimento, il dolore e l'oppressione che provavano. Quando alle donne fu permesso di viaggiare su lunghe distanze, iniziarono a scrivere anche canti di viaggio che raccontavano del percorso e delle impressioni dei luoghi.


ANDONG LADY'S GASA TRANSMISSION PRESERVATION SOCIETY

Ad oggi, sono state tramandate più di 6000 naebanggasa scritte in alfabeto coreano su pergamene e rotoli. L'Andong Lady's Gasa Transmission Preservation Society (안동내방가사전승보존회, Andongnaebanggasajŏnsŭngbojonhoe), ad Andong nella provincia di Gyeongsang Settentrionale, è un'organizzazione che si occupa di preservare e trasmettere queste opere nella società moderna.

 

Sources:

1. Encyclopedia of Korean Culture, 규방가사

2. UNESCO Women in History, Naebang-gasa: Song of the Inner Chambers

3. The Korean Studies InstituteNaebang-gasa 

4. 디지털안동문화대전, 내방가사 

5. 디지털안동문화대전, 안동내방가사전승보존회 

enricacoppo95@gmail.com
22 Apr 2022
Views 7

Topic: Gyeongbokgung

Writer: Enrica Coppo (Italy Venice)

Short Explanation: I added the descriptions the main buildings of the palace

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Gyeongbokgung

Stefano Cammisa
21 Apr 2022
Views 8

Topic: Mireuksa

Writer: Stefano Cammisa (Italy Venice)

Explanation: New article on the archaeological site of Mireuksa

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Mireuksa

GLORIA DE FAZIO
21 Apr 2022
Views 11

Gallery Hyundai (in Korean 갤러리 현대) is a contemporary art gallery in Seoul, South Korea.

HISTORY

Gallery Hyundai was founded on April 4th, 1970. It is the longest running contemporary art gallery in Korea and has hit its 50th year anniversary in 2020. It was founded with the name of Hyundai Hwarang and the first place of activity was in Insadong, a famous and important area of Seoul for antiques and art market. Gallery Hyundai focused on the scene of contemporary Korean art of that time, opening exhibitions for artists and stimulating the production of new works of art, working as a bridge for artists and art dealers. Gallery Hyundai was the first commercial gallery in Korea specializing in contemporary expressions of art. It played a relevant role in the development of Korea’s contemporary art infrastructure. Hyundai Hwarang relocated its gallery in Sagandong in 1975 and from this time started to actively communicate with the international art sphere and hosting exhibitions of Korean artists famous abroad. In 1987 changed its name to Gallery Hyundai and in the same year participated to the very first international art fair in Korea, the Chicago Art Fair, to expand its interest abroad. During this period, the Gallery focused on supporting economically the artists, also thank to the important economic growth that South Korea was encountering in those years. Among the artists they supported, there is names such as Nam June Paik, Chang Yeol Kim and U Fan Lee. In 2002 Gallery Hyundai opened two parallel galleries called respectively Doo Art Gallery and Doo Gaheon Gallery, in order to give opportunities of recognition to young artists. In May 2006, Park Myung Ja’s second son Do Hyeong Tae has succeeded her in the role of representative.

Its founder is Park Myung Ja, that is considered the first modern gallerist of Korea. The goal of Park Myung Ja was to mend the ruptures between Korea’s modern and contemporary art worlds and to boost the careers of major artists. She enjoyed painting in her youth and graduated Sookmyung Girls’ High School. She started working at Bando Hwarang in the 1960s. After nine years of working as a gallery clerk, she opened her own gallery Hyundai Hwarang in 1970. She has affirmed that teachers and artists such as Do Sang Bong, Cheon Gyeong Ja and Kim Ki Chang encouraged her to open the gallery. In the 1980s, she encouraged the internationally renowned artist Nam June Paik to work with Samsung Electronics, thus recognizing his Korean identity in his multimedia art.


EXIHIBITIONS 

Hyundai Hwarang opened with the exhibition ‘Kim Ki Chang, Park Soo Geum’ in 1970. Then followed the exhibitions ‘Lee Jung Seop’ in 1972 and Gyeong Ja Cheon’s ‘Flowers and Women’ in 1973. After the success of these exhibitions and the several feedbacks about the exhibition space in Insadong being too small, curator and founder Park Myung Ja decided to move the gallery in Samcheongdong in 1975. Among the artists who have exhibited their art in Gallery Hyundai there is important names such as Kim Hwan Ki, Cheon Kyung Ja, Lee Jung Seop and Park Soo Geun. There are also artists related to the Dansaekhwa movement such as Hyung Geun Yoon, U Hwan Lee, Park Seo Bo, Chang Yeol Kim and Sang Hwa Jeong. At Gallery Hyundai, Kim Hwan Ki’s work <Universe> was sold for 13.2 billion won, the highest price among Korean works of art.

Other artists include Kwak In-sik, Kwon Young-woo, Kwon Ok-yeon, Kim Ki-rin, Kim Ki-chang, Kim Sang-yu, Nam Kwan, Do Sang-bong, Ryu Gyeong-chae, Moon Shin, Munhak-jin, Park Go-seok, Byeon Gwan-sik, Byun Jong-ha, Seo Se-ok, Sung Jae-hye, Shin Sung-hee, Oh Ji-ho, Yoo Young-guk, Yoon Jung-sik, Lee Dae-won, Lee Sang-beom, Lee Seong-ja, Lee Seung-jo, Lee Eung-no , Im Jik-soon, Jang Woo-sung, Jang Uk-jin, Jonbae, Choi Young-rim, Han Mook, and many others participated in exhibitions at Gallery Hyundai through the years. 

Nam June Paik, who received the Golden Lion Award at the 1993 Venice Biennale for his work <Marco Polo>, has had a deep connection with Gallery Hyundai. On July 20th, 1990, Nam June Paik performed his work A Pas de Loup (With the Steps of the Wolf) in the format of a shamanic ritual. Joseph Beuys and Nam June Paik promised to have a grand gut performance in Korea. Four years after Joseph Beuys died, Paik delivered a performance in the format of a shamanic ritual to commemorate Beuys in Seoul, and the promise was fulfilled. Paik became a shaman and by the use of a broken piano and slit-cut fedora hats in the place of Beuys, these two artists’ artistic ideals mingled in a joyful shamanistic performance. The traditional ritual setting was in the backyard of the gallery and the space in front was only for Paik; the ritual space contained 16 empty TV sets and a broken piano revealing its insides. This performance was recorded as a video for broadcast by CANAL Plus in France and KBS in Korea and was soon aired in all of Europe and Korea.

Gallery Hyundai also hosted important exhibitions from international artists throughout the years, as for example Jesùs Raphael Soto, François Morellet, Kawara, Michael Craig-Martin and the “Spider Artist” Tomàs Saraceno.

For the Gallery 50th anniversary in 2020, a major exhibition was organized. This exhibition redrew the history of Gallery Hyundai and gathered works of art from the most important and influential artists that Gallery Hyundai has hosted through the years. 


SOURCES:

https://www.galleryhyundai.com/about

https://www.frieze.com/gallery/gallery-hyundai

http://www.koreatimes.co.kr/www/culture/2021/08/145_288889.html

https://www.yna.co.kr/view/AKR20150325135600005

https://www.mk.co.kr/news/culture/view/2010/01/28122/

https://www.joongang.co.kr/article/3981414#home

https://www.mk.co.kr/news/culture/view/2013/10/997112/

Lisa Mortali
21 Apr 2022
Views 8

Topic: World Taekwondo

Writer: Lisa Mortali 

Link: https://it.m.wikipedia.org/wiki/World_Taekwondo


Il Taekwondo è uno sport che unisce tradizione e innovazione, combinando antichi valori tradizionali asiatici con quelli dei maggiori sport globali. I valori su cui si basa il Taekwondo sono il punto di forza dello sport: Inclusività, Leadership, Rispetto, Tolleranza, Eccellenza e Integrità.


VISIONE
“Taekwondo Per Tutti”


ORGANIZZAZIONE
La World Taekwondo è formato dall’Assemblea Generale (GA), dal Consiglio del WT, dal Segretariato e dall’attuale Presidente, Choue Chung-won.
Durante l’Assemblea Generale si riuniscono il Consiglio ed i rappresentanti dei Membri dell’Assemblea Nazionale (MNA) del World Taekwondo. È l’Assemblea Generale che si occupa delle decisioni più importanti. Il Consiglio è formato dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario Generale, dal Tesoriere e dai Membri del Consiglio.


MISSIONE E OBIETTIVI
La missione della WT è quella di aumentare la visibilità del Taekwondo come sport Olimpico e Paraolimpico, permettendo a chiunque nel mondo di diventarne giocatore o spettatore. La TW è responsabile della crescita, dello sviluppo e dell’amministrazione dello sport del Taekwondo. Le sue priorità per il raggiungimento degli obiettivi posti (tra il 2017-2021) sono le seguenti:

-Movimento Olimpico
La WT si impegna a contribuire alla crescita e al successo del Movimento Olimpico, adattando le sue politiche a quelle del Comitato Olimpico Internazionale (COI) e utilizzando social media, promuovendo i valori delle Olimpiadi quali educazione, inclusività, amicizia, solidarietà e fair play con lo scopo di aiutare a costruire un mondo migliore attraverso lo sport.

-Organizzazione di Eventi
La WT si impegna ad organizzare eventi che siano economici e sostenibili, con calendari ben bilanciati che possano permettere ai membri di qualsiasi livello e da ogni parte del mondo di partecipare. Questi eventi hanno lo scopo di promuovere lo sport e gli atleti del Taekwondo ad un nuovo pubblico.

-Associazione Nazionale dei Membri
La crescita dei membri è fondamentale per migliorare gli eventi sportivi e per permettere alla società di avere basi più solide. Per raggiungere questi obiettivi, la WT vuole aumentare il sostegno e l’allenamento delle figure più importanti della società, migliorando anche i metodi di amministrazione, organizzazione degli eventi, gender equality, valori Olimpici, sviluppi sostenibili etc.
La WT utilizza dunque mezzi come il Sistema di Iscrizione Globale, il Sondaggio MNA ed il Programma di Sviluppo, che permettono di osservare e sostenere la crescita dei propri membri, allenatori, competitori ufficiali ed atleti di ogni livello.


MEMBRI
Nel 2022 le nazioni che fanno parte dei membri della World Taekwondo Federation sono 211, comprendendo tutti e cinque i continenti.
Federazioni Continentali:
-Asian Taekwondo Union
(43 nazioni associate)
-African Taekwondo Union
(52 nazioni associate)
-European Taekwondo Union
(51 nazioni associate)
-Oceanian Taekwondo Union
(19 nazioni associate)
-Pan American Taekwondo Union
(45 nazioni associate)


WT DEMONSTRATION TEAM
Il Team di Dimostrazione del World Taekwondo è stato creato nel 2009 ed ha oggi un ruolo  fondamentale per la promozione del Taekwondo nel mondo, mostrando le tecniche del Taekwondo durante eventi sportivi quali i Giochi Olimpici, i Giochi Olimpici Giovanili e i Campionati promossi dal TW. Si è esibito anche alla Città del Vaticano, agli Uffici delle Nazioni Unite e al Museo del COI. Il Team di Dimostrazione non si limita solo a promuovere il Taekwondo, ma trasmette anche un messaggio di pace attraverso ogni loro spettacolo. Il motto della WT è: “La Pace è più preziosa del Trionfo.” 

Alessia Biondi
21 Apr 2022
Views 10



Introduzione 

La contea di Yanggu (in coreano Yanggu-gun; 양구군; 楊口郡) è una delle suddivisioni amministrative della provincia sudcoreana del Gangwon. La contea di Yanggu è considerata il centro geografico della penisola coreana (calcolato prendendo in considerazione anche le isole). Confina a nord con la Corea del Nord, trovandosi lungo la linea di demarcazione tra i due Paesi; confina invece a ovest con le contee sudcoreane di Hwacheon e Cheolwon, a sud-ovest con la conta di Chuncheon e a est con la contea di Inje. Data la sua posizione, la parte settentrionale della contea è stata attraversata dal fronte bellico per gran parte della guerra di Corea e il suo territorio è stato il terreno di numerose battaglie e scontri bellici.

Divisione amministrativa e demografia

La contea di Yanggu è divisa in cinque divisioni amministrative, di cui quattro myeon e un eup.

Conta una popolazione di poco superiore ai 20.000 abitanti, concentrati soprattutto nel capoluogo. Il capoluogo è sede, peraltro, dei principali uffici amministrativi. Il municipio della contea, in particolare, si trova al numero 38 di Gwangongseo-ro, Yanggu-eup, Yanggu-gun, Gangwon-do.

Divisione amministrativa

Popolazione[1]

Yanggu-eup

14,798

Haean-myeon

1,342

Bangsan-myeon

1,403

Dong-myeon

2,213

Nam-myeon

3,429


Bandiera, simboli e mascotte

La bandiera della contea di Yanggu raffigura una goccia di acqua e due foglie verdi, simbolo della terra, indicando la speranza di un futuro luminoso per la contea.[2] 

La mascotte della contea è invece un personaggio disegnato prendendo ispirazione dalla centella asiatica, che simboleggia una bellezza pura e pulita e indica a sua volta la collaborazione tra le istituzioni e i residenti.[3]

Tra gli altri simboli della contea, vi sono:

  • Tasso comune: pianta sempreverde scelta per rappresentare lo spirito di unione dei residenti;
  • Usignolo: il suo canto simboleggia la pace tra i residenti;
  • Fiore di albicocca: simboleggia l’unità di intenti e la pace tra i residenti;
  • Capra: simboleggia la passione e la laboriosità dei residenti.

Economia

Trattandosi di un’area rurale e montagnosa, l’economia della contea di Yanggu è prevalentemente agricola.

Una parte importante per l’economia della contea è rivestita anche dal turismo, in particolar modo legato ai luoghi e alle vicende della guerra di Corea.

Attrazioni turistiche e luoghi di interesse 

Tra le principali attrazioni turistiche della contea di Yanggu vi sono numerosi luoghi legati alle vicende della guerra di Corea e ai rapporti tra le due Coree. 

La Yanggu Unification Hall (양구통일관) è situata nella Civilian Control Zone, a Haean-myeon. Aperta nel 1996, fu concepita come un centro educativo sui temi legati alla riunificazione della penisola coreana, per sensibilizzare la popolazione e preparare il terreno per la futura riunificazione. Al suo interno si trovano esposizioni che, attraverso oggetti e fotografie, mostrano la vita in Corea del Nord, nonché un mercato agricolo in cui è possibile acquistare prodotti nordcoreani.[4] 

Il War Memorial Museum di Yanggu mostra una panoramica delle nove battaglie che sono state combattute nel territorio di Yanggu. È al contempo un luogo di commemorazione dei soldati caduti (circa 20,000 nella regione di Yanggu) e uno spazio di apprendimento per le nuove generazioni sulla storia della Corea.[5] 

Famoso è inoltre il bacino chiamato Punch Bowl (in coreano 펀치볼), un bacino situato a un’altitudine di 400-500 metri sul livello del mare, il cui nome, conferitole da reporter americani, deriva dalla sua forma somigliante a una ciotola.[6] All’interno del bacino si trova inoltre un villaggio (chiamato appunto Punch Bowl Village, in coreano 펀치볼마을) abitato da circa 1700 persone, la cui particolarità è quelle di essere l’unico centro abitato all’interno della Civilian Access Control Line. Durante la guerra di Corea fu il terreno di diverse battaglie, di cui tuttora riporta i segni. Oggi è possibile visitare il bacino, dove sono presenti sentieri e percorsi escursionistici di diverse lunghezze.[7] 

Il Quarto Tunnel Sotterraneo (제4땅굴) è un altro dei luoghi di interesse più popolari della contea di Yanggu. Scavato dalle truppe nordcoreane per bypassare la linea che demarca la zona demilitarizzata tra i due Paesi, fu scoperto nel 1990 ed è l’unico tunnel sotterraneo aperto al pubblico, con la possibilità di partecipare a visite guidate in gruppo.[8] È, come indica il nome, il quarto tunnel ad essere stato scoperto, dopo che i primi tre erano stati trovati più ad ovest lungo il confine. 

La Eulji Observatory Tower, situata 1049 metri sul livello del mare, è stata uno dei più cruenti campi di battaglia durante la guerra di Corea. Oggi, grazie alla sua altitudine, nonché alla sua vicinanza alla DMZ (circa un chilometro), da questo punto è possibile vedere le fattorie e i checkpoint all’interno del territorio della Corea del Nord e, nelle giornate serene, in lontananza è possibile avvistare anche il monte Kumgang.[9][10]

Considerata il centro geografico della penisola coreana, ospita anche un osservatorio astronomico chiamato appunto Center of Korea Observatory (국토정중앙천문대). Aperto nel 2007, all’interno del centro è possibile visitare esposizioni ideate per diffondere il sapere astronomico, nonché partecipare a osservazioni del cielo notturno.[11]

Altri luoghi di interesse sono:

  • Paroho Flower Island, dove è possible ammirare numerosi fiori e specie vegetali in ogni stagione dell’anno.[12] 
  • Yanggu Arboretum, che ospita oltre 1000 specie diverse di alberi e piante.[13]
  • White Porcelain Museum, che ospita una collezione di porcellane della tradizione del periodo Joseon.[14]
  • Park Soo Keun Museum, dove sono esposti i lavori dell’artista Park Soo Keun.[15]
  • Museo di storia moderna di Yanggu, aperto nel 2014 e incentrato sulla storia moderna e contemporanea coreana. [16]

Gemellaggi[17] 

La città di Yanggu è gemellata con:

  • Chizu, Giappone
  • Jianli, Cina
  • Saint-Mandé, Francia


Sources

[1] https://www.yanggu.go.kr/user_sub.php?gid=english_page&mu_idx=427

[2] https://www.yanggu.go.kr/user_sub.php?gid=english_page&mu_idx=429

[3] https://www.yanggu.go.kr/user_sub.php?gid=english_page&mu_idx=460

[4] https://english.visitkorea.or.kr/enu/ATR/SI_EN_3_1_1_1.jsp?cid=1924849

[5]https://www.ygtour.kr/Eng/E20000/E20100/placeDetail?place_no=604&viewType=gallery&page=1&pageSize=12&order_column=1&place_class=P003

[6] http://eng.gwd.go.kr/gw/eng/sub03_05

[7] https://www.ygtour.kr/Eng/E10000/E10100/html

[8] https://english.visitkorea.or.kr/enu/ATR/SI_EN_3_1_1_1.jsp?cid=264479

[9] http://eng.gwd.go.kr/gw/eng/sub03_05

[10] https://www.ygtour.kr/Eng/E20000/E20100/placeDetail?place_no=603&viewType=gallery&page=1&pageSize=12&order_column=1&place_class=P003

[11] https://www.ygtour.kr/Eng/E10000/E10200/html

[12] https://www.ygtour.kr/Eng/E10000/E10300/html

[13] https://www.ygtour.kr/Eng/E10000/E10500/html

[14] https://www.ygtour.kr/Eng/E10000/E10400/html

[15] https://www.ygtour.kr/Eng/E20000/E20300/placeDetail?place_no=593&viewType=gallery&page=1&pageSize=12&order_column=1&place_class=P002

[16] https://www.ygtour.kr/Eng/E20000/E20300/placeDetail?place_no=598&viewType=gallery&page=1&pageSize=12&order_column=1&place_class=P002

[17] https://www.yanggu.go.kr/user_sub.php?gid=english_page&mu_idx=435


Irene Carradori
21 Apr 2022
Views 11



Topic: Templestay: Finding Your True Self
Author: Irene Carradori SAYUL in Italy (Rome)
Short explanation: article in Italian for Wikipedia Italy about the Templestay experience



Dal suo arrivo in Corea attraverso la Cina nel IV secolo, il buddismo è fiorito ed è oggi una delle più grandi religioni della nazione. Le montagne della Corea sono costellate di caratteristici templi buddisti, alcuni dei quali ospitano i suoi più importanti tesori culturali. A partire dal 2002, il programma del “Templestay” della Corea si è affermato come una delle iniziative di maggior successo del paese. Il programma di soggiorno nel tempio consente alla gente comune, sia coreani che stranieri, di vivere - per una notte o più, se lo desiderano - la vita da monaco in alcuni dei templi più affascinanti della Corea.
Un'esperienza spiritualmente e culturalmente arricchente, il programma rimane un'opportunità unica per ottenere un apprezzamento più profondo della cultura coreana e della bellezza del buddismo coreano. Il programma “Templestay” non ti avvicina solo alla natura ma anche a te stesso.
Il programma consiste, infatti, fondamentalmente nel trovare la vera felicità e chiarezza dentro di noi. La speranza è quella che partecipanti vivano a pieno l'esperienza, migliorando possibilmente, la relazione con sé stessi e con gli altri.
Molti templi in tutta la Corea partecipano al programma “Templestay”, dai templi locali più piccoli a Haeinsa, sede di un patrimonio mondiale dell'UNESCO. Anche a Seoul è possibile trovare diversi templi partecipanti, tra cui Myogaksa, Bongeunsa, Hwagyesa (sede di un famoso centro Zen internazionale) e Jogyesa.

Ci sono tre tipi di soggiorno nel tempio:

Soggiorno di un giorno nel tempio

Un programma pensato per coloro che hanno uno stile di vita frenetico, ma vogliono vivere un'esperienza di soggiorno nel tempio coreano in un breve periodo. Normalmente, un programma di soggiorno di un giorno nel tempio dura circa due o tre ore, incluso un tour del tempio, la meditazione e la cerimonia del tè.

“Templestay” orientato all'esperienza vera e propria

Si tratta di una vera e propria opportunità di vivere la vita monastica coreana. In genere, durante i fine settimana con un pernottamento, le principali cerimonie buddiste tradizionali coreane includono la partecipazione al canto mattutino, 108 prostrazioni, pasti buddisti con ciotole tradizionali e meditazione. E fornisce anche alcune attività culturali come la realizzazione di una lanterna di loto o dei grani di preghiera.
I contenuti specifici del programma possono variare a seconda dei templi, della stagione e degli interessi dei partecipanti, ma mira ad aiutare le persone a concentrarsi in modo che possano finalmente trovare la loro pace interiore.


Templestay orientato al riposo

 Il tempio orientato al riposo è progettato per aiutare a riposare il corpo e la mente affaticati. Lontano dalla frenetica routine quotidiana, è possibile respirare la natura e ripristinare la forza vitale attraverso la meditazione e le cerimonie buddiste. Il tempio diventa un rifugio per la mente e il corpo affaticati e concede una rinnovata energia.

Un’altra caratteristica dell’incredibile esperienza “Templestay”, sono i programmi che vengono offerti all’interno delle strutture. Nonostante, infatti, queste possano essere diverse e sparse su tutto il territorio coreano, i programmi che vengono organizzati sono simili.

 I programmi principali includono:

Canto: lo Yebul, o canto cerimoniale in lode del Buddha, si tiene tre volte al giorno. La mattina di Yebul è particolarmente stimolante, condotta nella quiete delle ore prima dell'alba.

Meditazione: cercare di non pensare è molto più difficile di quanto sembri. In Corea, la meditazione Seon (Zen) assume due forme: seduta e camminata.

Pasti comuni: chiamati Baru Gongyang, i pasti comuni - sempre vegetariani - vengono consumati in completo silenzio. Non si può sprecare nemmeno un chicco di riso. Anche mangiare è considerata una specie di pratica e il cibo è visto come una medicina per sostenere il nostro corpo.

Cerimonia del tè: da sempre apprezzata dagli stranieri, la cerimonia del tè è una forma di meditazione in sé e un'esperienza meravigliosamente rilassante. La fragranza del tè opportunamente preparato schiarisce la testa e riscalda il corpo e l'anima. Sedendo con un monaco o con i membri del tuo gruppo, condividendo una tazza di tè e una conversazione tranquilla è più facile dimenticarsi del ritmo frenetico del mondo esterno.

Realizzare lanterne di loto e fiori di loto: i partecipanti possono realizzare la lanterna di loto incollando foglie di carta di riso multicolori su un bicchiere di carta.

Stampa del sutra: il sutra è uno dei "tre gioielli del buddismo", gli altri due sono il Buddha e i monaci. Inchiostro, pennelli e blocchi di legno vengono preparati per la stampa delle Scritture. Al termine dell'attività, è possibile conservare le Scritture come ricordo.

Dialogo informale con un monaco buddista: questa è la possibilità di chiedere a un monaco qualsiasi cosa ci preoccupi: che sia sullo stesso buddismo oppure su come vivere saggiamente. Il monaco è completa disposizione dei partecipanti cercando, come può, a trovare delle risposte e delle soluzioni alle domande più disparate.


Ovviamente, la scelta del singolo programma è esclusivamente su base volontaria. I partecipanti possono decidere anche di non aderire a nessuna delle proposte offerte dai templi e semplicemente godersi l’atmosfera rilassandosi trascorrendo del tempo nelle suggestive strutture.


In conclusione il “Templestay” è un programma di esperienza culturale per una migliore comprensione della cultura tradizionale coreana e del buddismo coreano. Questo breve soggiorno nel tempio che include canti, meditazione, conversazione davanti al tè e pasti buddisti concede la grande occasione di allontanarsi dalla frenetica vita di tutti i giorni e cercare il “Vero Sé” attraverso la meditazione, le attività ricreative e il riposo.



Sources:

Visit Seoul
https://english.visitseoul.net/stay-new/Templestay-Finding-Your-True-Self_/10105

Francesca_Nigro
20 Apr 2022
Views 8

Autore / Writer: Francesca Nigro 


Breve Spiegazione / Short Explanation: Breve descrizione delle Jjimjilbang, prendendo in considerazione la storia, i servizi offerti e gli usi e costumi del suo utilizzo.


Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Jjimjilbang

Status: Online


Jjimjilbang

 

Il Jjimjilbang, in coreano 찜질방, è una sauna e spa coreana, concepita dalla fusione delle classiche case termali Mogyoktang, Hanjeung sauna e i resort termali occidentali. Il nome deriva dall'unione delle parole Jjimjil (찜질), che significa "riscaldato", e Bang (방), che significa "stanza".

All'interno delle Jjimjilbang si può usufruire di diverse tipologie di saune, come le stanze di vapore, bagni caldi, bagni di ghiaccio e le Hanjeungmak, chiamate anche kiln sauna, 24 ore su 24, tutti i giorni.


Storia

Il primo Jjimjilbang fu aperto a Seoul nel 1992. La sua economicità, la possibilità di poter permanere all'interno per lunghi periodi e il benessere fisico del suo utilizzo, lo fece diventare presto molto in voga tra le donne di mezz'età. La sua popolarità fu molto rapida, con un aumento delle strutture da 550 nel 1995 a 1600 nel 2004.

«While the world is a cruel place, the Jjimjilbang is a cozy one»

Kang Jun-man afferma che i Jjimjilbang sono uno specchio della società contemporanea, un microcosmo dove le regole della società coreana non sono applicate e dove non tutto deve essere svolto con efficienza e velocemente, dinamiche sociali che portano gli individui ad ansia da prestazione.


Servizi interni

Molti Jjimjilbang sono implementati con servizi aggiuntivi, come ristoranti, sedie massaggianti, servizi estetici e sale adibite a dormitorio. A seconda delle dimensioni della struttura possono esservi anche sale karaoke, cinema, sale giochi e spazi utilizzati per fare picnic. Le Jjimjilbang vengono utilizzate sia allo scopo di rilessarsi, ma anche come luoghi ludici nel quale poter socializzare, cantare, giocare e mangiare.

Mogyoktang

Il termine Mogyoktang (목욕탕), deriva dal verbo coreano 목욕하다, che significa letteralmente "fare il bagno". Tale termine è formato dagli Hanja Mog (목) che significa "versarsi l'acqua dall'alto", e da Yok (욕) che significa "immergere il proprio corpo nell'acqua".

Kiln sauna - Hanjeungmak

Le Kiln Sauna, conosciute anche con il nome di Hanjeungmak, in coreano 한증막, sono saune tradizionali coreane che prevedono delle stanze di pietra con il tetto a cupola, che vengono riscaldate attraverso la combustione del legno di pino, come da tradizione. Ai clienti che usufruiscono di questo servizio viene dato in dotazione una coperta per potersi proteggere dal calore.


Usi e Costumi

Viene ritenuto uno dei passatempi preferiti dai coreani, uno dei luoghi sociali, in cui adulti e bambini possono socializzare, divertirsi e rilassarsi.

Yangmori

Il Yangmori, in coreano 양머리 che significa "testa d'agnello" è un modo tipico coreano di arrotolare l'asciugamano sulla testa. Questa modo di portare l'asciugamano è spesso mostrato nella cinematografia coreana e nelle serie televisive k-drama come "Cunning Single Lady" (앙큼한 돌싱녀).

Sikhye

All'interno della struttura sono disponibili una varietà di alimenti e snack. Un esempio è il consumo dello Sikhye (식혜), una bevanda alcolica a base di riso fermentato che viene servito freddo e che i coreani amano bere dopo la sauna all'interno dei Jjimjilbang. Spesso, insieme allo Sikhye, si mangiano le uova sode.



Source

- Koehler, Robert, and Hahna Yoon. 2019. A Curated Guide. Irvine, CA: Seoul Selection. https://public.ebookcentral.proquest.com/choice/publicfullrecord.aspx?p=5693109

- https://niloofarabi.ir/en/article/380/Kiln-sauna

- Cho, Nancy, and Selina Lee. 2021. Korean instant pot cookbook: classic and modern Korean recipes from everyday home cooking. https://www.worldcat.org/title/korean-instant-pot-cookbook-classic-and-modern-korean-recipes-from-everyday-home-cooking/oclc/1275779726

- Quilici, Paolo. 2021. We love Korea: per sognare e viaggiare nel paese del calmo mattino.

- Patrick Vierthaler, Korean Bathing Culture – Tracing the Roots and Variations of Public Bathing Culture in Korea.