SAYUL_ITALY
Margherita Petrocelli
19 Apr 2022
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Topic: Nodo Coreano (Maedeup)

Writer: Margherita Petrocelli (Italy Team Rome)

Short Explanation:  Article in Italian for Wikipedia Italia about the korean knot "maedeup"

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Nodi_coreani


Nodo Coreano

Il nodo coreano, conosciuto anche come Maedeup (in coreano 매듭) è un lavoro artigianale tipico della tradizione coreana. È una delle forme artistiche coreane più antiche, poiché risale all'età della pietra. Questa particolare forma artistica varia a seconda della tipologia del nodo realizzato, e sono altrettanti vari gli usi che ne sono stati fatti. Per la sua bellezza e la sua importanza, l'arte della creazione dei nodi tradizionali coreani è stata riconosciuta come “Importante proprietà culturale intangibile numero 22”.

Storia

La storia dei nodi tradizionali coreani risale all'età della pietra. Sono stati trovati affreschi e dipinti buddisti risalenti al periodo Goryeo (918-1392) e altri dipinti e bambole di argilla risalenti al periodo Joseon, raffiguranti i nodi coreani. Ad oggi si è a conoscenza del fatto che nell'era dei Tre Regni (Baekje, Silla e Goguryeo) i cittadini coreani solevano indossare borsette di tela in cui i nodi giocavano un ruolo fondamentale: venivano realizzati per poter legare alla vita queste borse tipiche di quelle epoche. Durante il regno di Joseon (1392-1910) sono stati realizzati circa 38 differenti tipologie di nodi. I maedeup hanno subito l'influenza della Cina, ma a loro volta hanno influenzato l'arte dei nodi giapponesi.

Design

Rispetto ai classici nodi, i nodi tradizionali dell'Asia del Nord (specialmente i nodi coreani) sono tridimensionali. Solitamente sono realizzati con funi di seta, erba, corteccia o cuoio. Il design dei maedeup è simmetrico: la parte anteriore del nodo è esattamente uguale alla parte posteriore. Le varie forme di un nodo coreano sogliono rappresentare piante o animali, tra cui la libellula, la cicala, l'ape, il fiore di loto, o il bocciolo di prugno. 

Creazione dei nodi coreani

Solitamente i nodi coreani venivano realizzati con corde di seta unite tra loro, di vario spessore.
Sono 4 gli step principali della preparazione di un maedeup:
1. colorazione della corda
2. realizzazione della corda (in coreano 다회 o dahoe)
3. realizzazione del nodo (매듭 o maedeup)
4. realizzazione del fiocco finale (술 o sul)
In passato i vari passaggi venivano realizzati da differenti artigiani, mentre attualmente vengono realizzati da un unico artigiano.

Tipologie

  • 도래매듭: nodo Dorae
  • 귀도래매듭: nodo Guidorae
  • 연봉매듭: nodo Yeonbong (bottone)
  • 생쪽매듭: nodo Saengjjok
  • 매화매듭: nodo Maehwa
  • 가락지매듭: nodo Garakji (palla)
  • 나비매듭: nodo Nabi (farfalla)
  • 국화매듭: nodo Gukhwa (Crisantemo)
  • 잠자리매듭: nodo Jamjari (libellula)
  • 병아리매듭: nodo Byeongari


Uso dei nodi coreani

I nodi coreani venivano e vengono tutt'oggi utilizzati come abbellimento di oggetti di uso quotidiano, a partire dai vestiti, in cui i maedeup servivano a decorare le vesti dell'uomo e della donna coreana per indicare il proprio status. Vennero utilizzati anche negli “noringae” (ovvero particolari accessori coreani che fanno da decoro agli hanbok), nei gioielli, nelle sacche o anche per decorare strumenti musicali. Tra i vari usi dei maedeup, bisogna includere anche i nodi come “ornamenti” per le celebrazioni. I nodi, in questi casi, venivano utilizzati come accessori appesi alle lampade appese alle grondaie dei tetti, oppure decoravano la portantina di una neosposa. Nell'antichità venivano utilizzati anche come ornamento delle reti da pesca, o per la caccia. Ad oggi l'utilizzo di questo artigianato tradizionale non si limita solo all'abbellimento, ma aveva anche il valore di un talismano portatore di gioia e pace.

Sources:

1) https://www.kocis.go.kr/eng/webzine/201808/sub06.html

2) https://www.kocis.go.kr/eng/webzine/202102/sub10.html#:~:text=The%20traditional%20Korean%20craft%20of,22%20by%20the%20Korean%20government.

3) https://overseas.mofa.go.kr/no-en/brd/m_21237/view.do?seq=123

4) http://english.cha.go.kr/chaen/search/selectGeneralSearchDetail.do?mn=EN_02_02&sCcebKdcd=17&ccebAsno=00220000&sCcebCtcd=31&pageIndex=1&region=&canAsset=&ccebPcd1=&searchWrd=MAEDEUP&startNum=&endNum=&stCcebAsdt=&enCcebAsdt=&canceled=&ccebKdcd=&ccebCtcd=

Melissa Rosaria Caruso
18 Apr 2022
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Topic: Samgyeopsal 삼겹살

Writer: Melissa Rosaria Caruso (Italy Team Rome)

Short Explanation: Samgyeopsal history and cooking

Link: Samgyeopsal 삼겹살


Samgyeopsal 삼겹살

Il samgyeopsal 삼겹살 è un piatto della cucina coreana composto da pezzetti di pancetta cotti direttamente al tavolo. I bocconcini di carne possono essere accompagnati da verdure e salsa di soia.

  • Etimologia

In una traduzione letterale dal coreano, Samgyeop-sal significa “carne a tre strati”, nello specifico "sam" significa "tre", "gyeop" significa "strati" e "sal" significa "carne". Il piatto, infatti, richiede un taglio di carne ricavato dalla pancia di maiale grassa, in tre strati, come ingrediente base. I tre strati sono facilmente riconoscibili nell’osservare i bocconcini.

  • Storia

Sembra che riferimenti a questo piatto siano comparsi, per la prima volta, nel 1934 in un articolo del Dong-A Ilbo, alludendo al gusto della pancetta di maiale. Non si sa bene quando il termine Samgyeopsal sia entrato effettivamente ad identificare questo specifico piatto, ma ci sono fonti che testimoniano come una parte specifica delle costole del maiale sia stata così denominata negli anni ’80.

Sembra, quindi, che questa pietanza non abbia avuto grande successo nei periodi antichi della storia coreana, ma solo in tempi più recenti, probabilmente dopo la metà degli anni ’70 del 1900, stando alle poche fonti locali.

Durante la crisi finanziaria del 1998, essendo il Samgyeopsal un piatto gustoso ed economico, la sua popolarità e diffusione è cresciuta, rilevando il primato di altri tagli di carne, precedentemente più utilizzati, come la lombata di manzo.

  • Preparazione

Il taglio di carne dal quale si ricava il Samgyeopsal è ricavato dal maiale, nella parte dell’addome che si trova sotto il controfiletto, dalla quinta o sesta costola alle zampe posteriori dell’animale. 

È formato da tre strati di muscolo e grasso, tende ad essere povero di proteine e ricco in grassi, ma grazie al processo di cottura, che avviene alla griglia, parte di questi viene perso e rende gradevole il gusto della carne.

Le fette di pancetta sono spesse, a volte anche incise in diagonale per consentire una migliore cottura. Vengono grigliate su una piastra o su una griglia direttamente al tavolo dai commensali, attraverso l’utilizzo di pinze e forbici.

Solitamente la carne non viene marinata né condita prima di essere servita, ma esistono varietà di Samgyeopsal, molto comuni negli anni 2000, che richiedono una marinatura con erbe aromatiche, ginseng o altre spezie.

La carne può essere grigliata insieme a delle cipolle, funghi o kimchi. Solitamente è accompagnata da verdure a foglia larga, come la lettura (ssam) o la perilla coreana (kkaennip), è servita principalmente insieme ad una salsa chiamata ssamjang, preparata con una miscela di pasta di peperoncino e pasta di semi di soia. É possibile trovare anche altre salse come la gireum-jang, preparata con olio di sesamo, sale e pepe nero.

  • Consumazione

La carne cotta viene posta all’interno delle foglie delle verdure, la salsa può essere messa al di sopra o ci si può immergere direttamente dentro il pezzo di carne, che viene poi avvolto dalla foglia di verdura e mangiato in un unico boccone. I contorni possono essere aggiunti all’interno del rotolo così formato o mangiati a parte.

Spesso il Samgyeopsal è accompagnato dal soju, tipico liquore coreano o dal Somaek, un cocktail tipico ottenuto versando un bicchierino di soju all’interno di un bicchiere di birra.

  • Samgyeopsal Day

Il 3 Marzo è stato designato dai coreani come “Samgyeopsal Day”, che si festeggia, appunto, mangiando grandi quantità di Samgyeopsal che, nonostante la storia molto breve, è ormai considerato uno dei piatti simbolo della cultura culinaria coreana.



Susanna Salamone
3 Mar 2022
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TopicYeondeunghoe 

WriterBrunella Framcesca Auricchio, Susanna Salamone, Virginia Santulli

Short explanation: This article is about Yeondeunghoe, one of the most important festivals in South Korea. It will be explained its history, with a focus on its characteristics and schedule. 

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Yeondeunghoe

Micole Iuliani
27 Feb 2022
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Topic: Istituto coreano sullo Sviluppo delle donne (Korean Women's Development Institute) 

Writer: Fiore Lidia, Iuliani Micole, Pirozzi Erika (Sayul in Italy / Team 5) 

Short Explanation: introduzione all'istituto coreano per lo svilluppo delle donne, come si è sviluppato e i progetti

link: https://lacoreaa360.com/istituto-per-lo-sviluppo-donne-coreane/


INTRODUZIONE

Nella società coreana tradizionale, sin dalla tenera età, è richiesto alle donne di imparare le virtù confuciane della subordinazione e della sopportazione per prepararle al loro futuro di madri e mogli mentre, nel frattempo, viene loro negata ogni tipo di opportunità di prendere parte nelle attività al di fuori della loro casa. Inoltre, la discriminazione tra i sessi, a favore di quello maschile, basata, com'era, sul confucianesimo feudale, dominava tutti gli aspetti della vita delle donne. Come risultato, le donne hanno dovuto vivere una vita subordinata all’uomo. Verso la fine del XVIII secolo, l'emergere della Scienza Pratica introdusse la questione della parità dei diritti umani e, in modo limitato, fornì opinioni positive sulla partecipazione sociale delle donne. Inoltre, con l'introduzione del Western Learning, alla fine del XIX secolo, l'apertura della Corea al mondo esterno accelerò la partecipazione sociale delle donne.

“Sviluppo delle donne” significa incremento della loro partecipazione economica e delle pari opportunità e della parità di trattamento nella forza lavoro, nonché l'abbandono della percezione discriminatoria delle donne nella società. Inoltre, significa che le donne, in quanto membri della società, dovrebbero assumersi uguali responsabilità e condividere uguali oneri per la società in cui i sistemi legali e sociali sono sostenuti allo stesso modo per le donne.

Le organizzazioni femminili coreane hanno inviato rappresentanti a varie conferenze internazionali tenute in connessione con il Decennio delle Nazioni Unite per le donne per consolidare le relazioni di cooperazione e per scambiare informazioni con organizzazioni di controparti straniere.

L’Istituto coreano sullo sviluppo delle donne è stato fondato nel 1983 come istituto di ricerca, gestito dal governo responsabile delle questioni femminili e, da allora, ha condotto diverse ricerche politiche relative al genere che hanno contribuito al miglioramento dei diritti delle donne e allo sviluppo della società. Questo istituto ha accumulato e diffuso informazioni e conoscenze sia accademiche che pratiche sulle politiche delle donne e delle donne e ha, anche, raccomandato al governo molte proposte politiche adeguate e tempestive

L’Istituto coreano sullo sviluppo delle donne consiste da una divisione di pianificazione e coordinamento, tre dipartimenti di ricerca con sei centri e un dipartimento amministrativo.

STORIA 

L'Istituto per lo sviluppo delle donne coreane (KWDI) , è un'organizzazione sostenuta dal governo, è stata istituita per promuovere la partecipazione sociale e il benessere delle donne, svolgendo ricerche e studi sulle donne, fornendo istruzione e formazione alle donne e assistendo le attività delle donne

Alla fine del XIX secolo, la partecipazione sociale delle donne è diventata attiva nella società coreana e il riconoscimento sociale dei diritti e dei ruoli delle donne è cambiato.

Le variazioni di sviluppo sono dovute all'allargamento dei ruoli delle donne basato sul cambiamento sociale, all'aumento del livello di istruzione e al cambiamento familiare, ma soprattutto i cambiamenti sono dovuti a forti esigenze delle donne in cerca di sviluppo.

Con gli sforzi congiunti per il progresso delle donne da parte delle organizzazioni femminili e del governo, negli anni '80 sono stati istituiti tre macchinari nazionali che si occupano degli affari delle donne: l'Istituto coreano per lo sviluppo delle donne (KWDI) nel 1983, per attuare uno studio completo delle questioni femminili e collegare i suoi risultati con le politiche reali, il Comitato nazionale per le politiche della donna nel 1983, con rappresentanti dei ministeri governativi interessati, e il Ministero degli affari politici, nel 1988.

Quest'ultimo è stato sciolto e la commissione speciale per gli affari femminili è stata costituita direttamente sotto l'ufficio del presidente nel febbraio 1998.

La divisione informazioni e le pubblicazioni di KWDI hanno raccolto materiali legati alle donne, in patria e all'estero, ed hanno fornito servizi di informazione a ricercatori e attivisti su questioni femminili dall'istituzione dell'Istituto nel 1983.

La divisione informazioni è stata ampliata al Women Information Center (WIC) nel 1996 per cercare di soddisfare il bisogno critico del paese di dati sulle donne.

Da quando il centro è stato fondato, ha lavorato con una vasta gamma di agenzie governative e organizzazioni femminili per migliorare la raccolta di dati sulle donne e migliorarne la distribuzione.

Dal 1995, il WIC ha sviluppato numerosi database in lingua coreana che sono ora disponibili online. Questi riassumono la ricerca e le attività del KWDI. Le singole banche dati includono quelle sulle leggi e le questioni legali di interesse per le donne in Corea; indici e abstract degli investimenti del Women's History Center; Indici per articoli di riviste e ritagli di giornale sui problemi delle donne.

OBIETTIVI

L'obiettivo del Centro Informazioni delle Donne dell’Istituto coreano sullo sviluppo delle donne è quello di facilitare la definizione delle politiche del governo e la ricerca e le attività delle donne raccogliendo sistematicamente dati sulle donne in vari campi, organizzandoli, confezionandoli e distribuendoli al pubblico nazionale, regionale e mondiale. Per facilitare il suo lavoro, il Centro Informazioni delle Donne prevede di gestire una rete di informazioni che colleghi le organizzazioni femminili all'interno del paese tra loro, alla rete regionale di informazioni sulle donne per l'Asia e il Pacifico (WINAP) di ESCAP e alle reti di informazioni sulle donne in tutto il mondo.

L’Istituto coreano sullo sviluppo delle donne si sforza di essere il leader globale nella ricerca sulle politiche di genere e di realizzare l'uguaglianza di genere in Corea. Per portare a termine la missione, Yookyung Mun (coreano:문유경), la 16° presidentessa dell'istituto dal 24 settembre 2020, ha stabilito e promosso la seguente nuova serie di obiettivi di gestione per gli anni fino al 2021.

• Migliorare il piano sistematico per rivitalizzare le politiche di uguaglianza di genere di tutti i ministeri e scoprire i compiti politici;

• Sviluppare politiche multidisciplinari per realizzare l'uguaglianza di genere inclusiva;

• Scoprire politiche pratiche per l'uguaglianza di genere relative all'invecchiamento della società, al basso tasso di natalità e alla diversità familiare;

• Migliorare la capacità di attuare politiche di prevenzione della violenza contro le donne dopo il Movimento Me Too;

• Rafforzare l'attuazione della politica del lavoro femminile per la parità di genere;

L’Istituto coreano sullo sviluppo delle donne è stata la principale agenzia responsabile per le questioni femminili e ha contribuito a rendere la politica delle donne coreane in ogni importante punto di svolta della storia del paese. La leader dell'istituto ha raccomandato molte politiche fondamentali per le donne come quelle sulla famiglia, lo sviluppo del potere femminile, la violenza sessuale, il commercio sessuale e l'integrazione di genere. Ha, anche, contribuito alla produzione di conoscenze e dati relativi alle donne, come statistiche sulla consapevolezza di genere e indagine del panel di donne · famiglie. Come tutti i presidenti hanno fatto negli ultimi 25 anni,

Yookyung Mun (coreano: 문유경) intende contribuire continuamente allo sviluppo delle donne coreane, sviluppando e sostenendo politiche costruttive per le donne.

PREMIO

- Premio Ministro dell'uguaglianza di genere e della famiglia,

(31 dicembre 2012) del Ministero dell'uguaglianza di genere e della famiglia per aver contribuito alla promozione delle donne, dei giovani e delle politiche familiari.

- Encomio del Primo Ministro,

(2 luglio 2009) dall'Ufficio del Primo Ministro per aver contribuito al miglioramento dello status delle donne e della parità di genere.

- Premio per il miglior progetto di ricerca del presidente

(18 maggio 2000) dal Consiglio nazionale delle ricerche per la ricerca intitolata "Stato della disoccupazione femminile e contromisure".

- Premio Ministro del Lavoro,

 (30 dicembre 1995) dal Ministero del Lavoro per aver contribuito alla parità di genere nell'occupazione

PROGETTI DI RICERCA

Ogni anno l’Istituto dello sviluppo delle donne coreane conduce ricerche di diverso genere con lo scopo di analizzare la condizione delle donne. L’istituto dello sviluppo delle donne coreane studia i problemi e le difficoltà delle donne in numerosi campi. In seguito alle ricerche, l’Istituto dello sviluppo delle donne coreane cerca di identificare modi per supportare le donne nella ricerca della parità di genere.

STUDI del 2021

Piano di riassetto legislativo per rispondere alle molestie sessuali facilitate dalla tecnologia

Poiché la tecnologia ha facilitato il verificarsi di molestie sessuali, l’Istituto dello sviluppo delle donne coreane punta a rintracciare nuovi modelli di comportamento criminale per migliorare il sistema legislativo e garantire un miglior sostegno alle vittime di molestie.

Ricerca sulle politiche di assistenza dopo il Covid-19

Considerato che una malattia infettiva come il Covid-19 potrebbe facilmente ripresentarsi, l’Istituto dello sviluppo delle donne coreane cerca di trovare nuove politiche di assistenza per combattere una crisi che si è verificata di recente e potrebbe accadere nuovamente.

Studio sui lavori delle donne nell’era della trasformazione digitale

L’Istituto dello sviluppo delle donne coreane desidera garantire una rete di protezione sociale per le donne che intraprendono una carriera lavorativa nell’era della trasformazione digitale, in modo da ridurre i lavori a basso salario.

STUDI del 2020

Indagine sulle molestie di genere sul luogo di lavoro

Lo scopo di questa ricerca è identificare lo stato delle molestie sessuali sul lavoro e scoprire come il sistema legislativo agisce per prevenire il verificarsi delle molestie. Ove fosse possibile, l’Istituto dello sviluppo delle donne coreane suggerisce modi per migliorare le leggi in questo campo.

Focus sulle politiche di prevenzione delle violenze sessuali

Questo studio analizza le politiche che si occupano di violenza di genere, cerca i punti deboli di queste politiche, quindi suggerisce modi possibili per migliorare il sostegno alle donne.

Studio sulla consapevolezza di genere e l’atteggiamento dei giovani

L’Istituto dello sviluppo delle donne coreane cerca di scoprire il livello di consapevolezza di genere e i conflitti di genere fra i giovani, quindi analizza gli impatti di questi conflitti sulla società.

Alessandra
26 Feb 2022
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Topik: 분식 - Bunshik


Autore / Writer: Alessandra Crisà


Breve Spiegazione / Short Explanation: Breve spiegazione dei tipici spuntini a base di farina della cultura coreana.


Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Bunshik

Status: Online




Bunshik è un termine che si riferisce a piatti coreani a prezzi ragionevoli.


Gli snack più amati in Corea generalmente chiamati sotto il nome di Bunsik, che letteralmente significa "cibo a base di farina".
I bunsik più adorati includono gimbap, tteokbokki ed eomuk (torta di pesce). Un Bunsik può essere facilmente trovato nei mercati tradizionali, presso i venditori ambulanti e intorno alle famose attrazioni turistiche o ai quartieri dello shopping.

Gimbap

Il Gimbap è fatto con riso condito con aceto, zucchero e sale. Il riso viene poi adagiato su un foglio di alga di conca. Le strisce di uova, eomuk, carote, spinaci conditi e ravanelli sott'aceto vengono poi allineate al centro per essere arrotolate insieme a forma di cilindro. Il rotolo viene poi tagliato a pezzetti. Il gusto può essere abbastanza versatile, a seconda degli ingredienti. Il Gimbap è un'opzione pasto perfetta per quando sei in viaggio!

Buchimgae/Jeon

Buchimgae e jeon si riferiscono a molti piatti simili a frittelle nella cucina coreana. La carne, i frutti di mare, le verdure e le uova vengono impastate con la pastella di farina e poi saltate in padella con l'olio. Ogni jeon prende il nome dall'ingrediente principale utilizzato, come il pajeon (frittella di cipolle verdi), il kimchi jeon (frittella di kimchi) e il bindaetteok (frittella di fagioli mung). La combinazione di jeon e makgeolli (vino di riso coreano) è il pasto preferito dei coreani da consumare in una giornata piovosa.


Tteokbokki

Tteokbokki è uno degli alimenti più comuni venduti dai venditori ambulanti. Le torte di riso a forma cilindrica con eomuk e verdure sono cotte in una salsa piccante ma dolce al peperoncino. Si possono trovare anche vari tteokbokki fusion, tra cui tteokbokki fatti con jjajang (salsa di fagioli neri) o con condimenti all'aglio.


Sundae

Sundae è una salsiccia tradizionale fatta con il rivestimento di budella di maiale farcite con una miscela di cagliata di fagioli, verdure e pasta di vetro.Di solito viene immerso nel sale condito e in alcune regioni viene servito con ssamjang, una pasta mista di gochujang (pasta di peperoncino) e doenjang (pasta di semi di soia fermentati). Il Sundae può anche essere preparato utilizzando i calamari al posto dell'intestino di maiale o sostituire le tagliatelle di vetro con riso glutinoso.


Eomuk

L'ingrediente principale dell’Eomuk è costituito da polpa di pesce macinata. Di solito viene infilzato e bollito in un brodo di ravanelli e cipolle verdi. L’Eomuk è particolarmente popolare come spuntino invernale.


Twigim

Twigim è il termine generico per cibi fritti ricoperti da una pastella di farina e uova. Calamari, gnocchi, patate, gamberi e verdure assortite sono i soliti ingredienti principali. Hanno un sapore ancora migliore immersi nella salsa di soia o nella salsa tteokbokki.


Hotteok

Gli hotteok sono frittelle gommose, solitamente farcite con varie combinazioni di zucchero e noci o pinoli. Un popolare cibo di strada che si trova principalmente in inverno, alcuni hotteok sono invece ripieni di verdure o formaggio. L'impasto può avere un colore verde unico aggiungendo tè verde o polvere di mais.



Jwipo/Calamari essiccati

Jwipo, e i Calamari essiccati sono fatti di pesce balestra che vengono appiattiti e immersi in una salsa quindi asciugati. Il jwipo e il calamaro essiccato vengono solitamente arrostiti sul fuoco prima del consumo per aumentare la loro consistenza gommosa e i sapori dolci e salati.



Kkochi

Kkochi si riferisce alla cottura di spiedini di carne. Il kkochi più comune è dak kkochi, o spiedini di pollo. Piccoli pezzi di pollo e verdure vengono infilzati, ricoperti di salsa e poi grigliati. Anche salsicce, torte di pesce e tteokgalbi (polpette di costolette alla griglia) vengono spesso infilzate, aggiungendo divertimento alla scelta del proprio kkochi preferito.



Bungeo ppang/Gukhwa ppang/Gyeran ppang

Il bungeo ppang, uno spuntino invernale preferito, prende il nome dalla sua forma simile a un pesce. Questo dolce snack è modellato a forma di carpa, chiamato bungeo in coreano. Il guscio simile a una pastella per frittelle viene riempito con pasta di fagioli rossi, panna o formaggio e poi cotto. Gukhwa ppang ha la forma di un fiore ed è leggermente più piccolo di quello del bungeo ppang dal sapore simile. Anche il Gyeran ppang è fatto di un guscio simile a una pastella di frittelle, ma viene riempito con un uovo durante il processo di cottura invece del ripieno di fagioli rossi.


Hoppang

Hoppang è uno degli snack caldi più popolari in inverno. Si tratta di una palla di farina di riso precotta con vari ripieni, come pasta di fagioli rossi, verdure o ingredienti per pizza. Hoppang viene solitamente cotto a vapore per mantenerlo caldo e viene venduto per le strade e nei negozi convenienti.

Carmela Melluso
25 Feb 2022
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Writer: Carmela Melluso, Giulia Filannino, Irene Figoni
Short Explanation:

Dangun (단군; 檀君; [tan.ɡun]) o Dangun Wanggeom (단군왕검; 檀君王儉; [tan.ɡun waŋ. ɡʌm]) fu il fondatore, venerato anche come divinità, del Gojoseon, il primo regno coreano, intorno alle attuali Liaoning, Manciuria, e la parte settentrionale della penisola coreana. Le prime testimonianze di Dangun appaiono in testi storici del XIII secolo, tra cui Samgungyusa (Memorabilia dei tre regni) e Jewangungi (Canti degli imperatori e dei re).

Attualmente ci sono circa diciassette gruppi religiosi che si concentrano sul culto di Dangun.

I coreani considerano il giorno in cui Dangun fondò Gojoseon, la prima dinastia della Corea, come una festa nazionale e lo chiamano Gaecheonjeol (개천절; 開天節). Il Gaecheonjeol è il 3 ottobre. È un anniversario religioso iniziato da Daejonggyo (대종교; 大倧教) che venera Dangun. Gaecheonjeol è un giorno per commemorare la fondazione di Dangun a Gojoseon, ma il 3 ottobre non è in realtà la data di fondazione di Gojoseon.


Link: https://lacoreaa360.com/mito-di-dangun-corea/

Martina Marrone
25 Feb 2022
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Topic: Carta coreana 

Writer: Martina Marrone (SAYUL in Italy Rome)

Short Explanation: This article talks about Korean paper Hanji with a focus on its history, characteristics, manufacturing process and use.

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Carta_coreana


Carta coreana 

INTRODUZIONE

La carta coreana Hanji (한지, 韓紙) è la carta tradizionale coreana fatta a mano. Han (한) significa Corea e ji (지) carta. Questo termine fu coniato solo dopo che in Corea venne introdotta la carta occidentale, chiamata Yangji (양지, dove per l’appunto Yang vuol dire occidente e ji carta), per distinguere la carta tradizionale fatta a mano dalla carta occidentale prodotta a macchina. Il termine Hanji viene usato anche per descrivere l’arte di creare oggetti con la carta.

L’Hanji viene realizzata in fogli laminati con il metodo Webal (una tecnica di formazione dei fogli), che consente una grana multidirezionale. Il processo di lavorazione richiede anche il metodo Dochim, che consiste nel battere i fogli finiti per compattare le fibre e ridurre la dispersione dell’inchiostro.


STORIA

Età antica e Periodo dei Tre Regni

La Corea ha oltre 1.300 anni di storia nella lavorazione della carta. Secondo alcuni studiosi, la lavorazione della carta fu introdotta nella penisola coreana dalla Cina tra il II e il VII secolo. Nel 1931, venne scoperto un pezzo di carta in un’antica tomba, Chehyupchong (108 a.C.-313 d.C.), che testimonia che la Corea iniziò a produrre e utilizzare la carta prima del IV secolo.

Durante il Periodo dei Tre Regni (후삼국시대, Husamguk Sidae, 後三國時代), (57 a.C.-668 d.C.), ogni regno usava la carta per documentare la propria storia. Le tecniche di lavorazione della carta furono poi introdotte in Giappone nel 610 d.C. da un monaco buddista coreano Damjing insieme a bastoncini d'inchiostro, macine e coloranti. Questo fatto suggerisce che alla fine del VI secolo, la produzione della carta in Corea doveva essere ben sviluppata. Una volta che gli artigiani coreani ebbero acquisito questa preziosa abilità, la perfezionarono con una visione originale. Crearono una loro tecnica che chiamarono Yin Yang Ji e la carta fatta a mano diventò un materiale indispensabile della vita quotidiana in Corea. I coreani usavano la carta non solo per calligrafia, pittura e libri, ma anche per porte, pareti, finestre, mobili, ombrelli, lanterne, scatole, cesti, ventagli, scarpe e vestiti.

Periodo Goryeo

Nell'XI-XII secolo, la produzione della carta in Corea era davvero fiorita. La dinastia della corte reale di Goryeo (고려, 高麗), (918-1392), incoraggiò il rapido sviluppo della lavorazione della carta e della stampa. Vennero pubblicati numerosi testi buddisti, libri di medicina e di storia. Molti libri cinesi di quel periodo elogiano la bellezza della carta coreana e affermano che gli studiosi cinesi consideravano la carta coreana una delle migliori. L’Hanji era talmente famosa durante la dinastia Goryeo che i cinesi la chiamarono Goryeoji (carta di Goryeo), la carta della migliore qualità. Sun Mu della dinastia Song cinese ha elogiato la carta Goryeo nel suo libro Jilin leishi (Cose sulla Corea), dicendo che era bianca, lucida e adorabile. Diventò uno dei principali prodotti riscossi dalla Cina come tributo.

Periodo Joseon

La dinastia Joseon (조선, 朝鮮), (1392-1910), ereditò l'eccellenza della Goryeoji e della tecnica di lavorazione della carta e la sua applicazione maturò durante la prima metà del regno (1392-1591). Con il re Taejong, lo stato iniziò a supervisionare la produzione della carta, stabilendo l'ufficio Jojiseo (조지서, Fabbrica di carta). L’Hanji iniziò a penetrare nella vita quotidiana della gente comune. Inoltre, l'Hanji colorato divenne popolare e una varietà di piante, come la corteccia di pino, la paglia di riso e il bambù, furono incorporate in essa. Dopo questo periodo fino al XIX secolo, la dinastia Joseon subì una serie di grandi aggressioni dai paesi vicini. L'invasione giapponese del 1592, durata sei anni, devastò l'industria della carta coreana poiché molti artigiani furono portati in Giappone. Inoltre, la Cina chiese un pesante tributo di Hanji durante le dinastie Yuan, Ming e Qing e il governo Joseon dovette fare pressioni sui monasteri buddisti affinché fornissero carta poiché i monaci avevano le capacità e stavano già producendo carta per la stampa di testi religiosi. Tutti questi fattori hanno contribuito alla quasi estinzione della tradizione Hanji coreana.

All'inizio del XX secolo, l'influenza straniera e l'idea di modernizzazione iniziarono a sostituire la vecchia tradizione. Inoltre, Joseon divenne una colonia del Giappone (1910-1945) e iniziarono, così, a verificarsi molti cambiamenti. Furono costruite cartiere occidentali e le carte prodotte a macchina più economiche iniziarono a minare la carta tradizionale fatta a mano.

Età moderna

Dalla liberazione dal Giappone nel 1945, lo stile di vita coreano subì un cambiamento drastico. Le case tradizionali, dove veniva utilizzato molto l’Hanji per pareti, porte, finestre e pavimenti, furono sostituite dall'architettura occidentale. L’Hanji non era più parte integrante della vita quotidiana e i suoi principali consumatori erano ridotti ad artisti che praticavano la pittura tradizionale a inchiostro o la calligrafia.

Tuttavia, negli ultimi anni, sta crescendo una rinnovata consapevolezza e apprezzamento e si sta riscoprendo l'eccellenza della tradizione Hanji. Sempre più persone si stanno assumendo la responsabilità di portare avanti questa preziosa eredità per le prossime generazioni, aprendo una nuova era Hanji.


CARATTERISTICHE

La carta coreana Hanji viene prodotta con la corteccia di alberi di gelso, chiamata dak (닥), che viene ridotta in poltiglia con un pestello in un grande mortaio. È fatta da materiali semplici, quali: corteccia di gelso, formazione naturale e acqua pulita. Ha un pH neutro e non contiene riempitivi o additivi. Le fibre della corteccia del gelso sono lunghe, flessibili e resistenti ad agenti atmosferici e umidità. Il materiale usato per l’incollatura non è chimico, ma è ottenuto dalla linfa di gelso e in questo modo la carta mantiene il suo colore e la sua forma per secoli. È uno dei prodotti più antichi e durevoli della Corea, risalenti al periodo dei Tre Regni. Sono proprio queste qualità che l’hanno resa la carta più duratura al mondo. Uno degli esempi più notevoli è sicuramente il Sutra del Dharani della Grande Compassione (The Great Dharani Sutra, in coreano 무구정광대다라니경, Mugujŏnggwang Taedaranigyŏng, 無垢淨光大陀羅尼經). Questo rotolo dei testi sacri Buddisti fu scritto su carta Hanji ed è rimasto intatto per circa 1.200 anni, facendone la stampa a blocchi di legno più antica al mondo.

La tradizione dell’Hanji ebbe inizio principalmente per necessità da parte delle famiglie coreane che, avendo bisogno di oggetti di uso quotidiani spesso introvabili per motivi economici, incominciarono a realizzare gli oggetti con i materiali disponibili. Scoprirono, così, che questo tipo di carta era facilmente modellabile quando veniva bagnata.

Oggi, tuttavia, a causa degli alti costi di produzione, l'Hanji viene prodotto con pasta importata dal Sud-est Asiatico anziché con corteccia di gelso.


PROCESSO

Hanjijang (한지장, 韓紙匠) è il termine che si riferisce a un artigiano esperto nell’arte della produzione della carta Hanji. Lavorare questa carta richiede grande abilità e precisione e una vasta esperienza. Il processo di produzione comprende tre fasi: 1. Preparazione del materiale; 2. Uso del telaio per filtrare i materiali; 3. Rifinitura.

L’Hanji è prodotta dalla corteccia di alberi di gelso, dak, chiamata Broussonetia Kazinoki Sieb e Broussonetia papyrifera Vent. La corteccia viene raccolta di solito tra novembre e febbraio prima che la fibra si irrigidisca. La qualità migliore di dak è Cham Dak che si traduce in “vera carta di gelso.” La corteccia viene fatta essiccare al sole. Il dak essiccato viene chiamato heupki (흑피, 黑皮). Questo viene messo in acqua e lasciato in ammollo per un giorno intero. La corteccia diventa così soffice e si trasforma in baekpi (백피, 白皮), che viene fatto bollire in acqua con gambi di soia bruciati o grano saraceno per 5 ore. Il baekpi viene poi lavato, messo su una superficie di pietra e battuto per un’ora. Questo viene poi rivestito con dakpul e la miscela viene mescolata con un bastone, il puldaejil. Il coadiuvante naturale viene estratto dalle radici di una pianta di ibisco chiamata Hwang Chok Kyu, che si raccoglie da maggio a giugno. Il nome scientifico è Hibiscus Manihot, Linne o Abelmoschus manihot. Le radici di Hwang Chok Kyu vengono pulite e pestate fino a quando non si aprono incrinate. Queste radici rilasciano il coadiuvante naturale, dakpul, se immerse in acqua fredda per 2-3 ore. Questo liquido è costituito da acqua, lime, zucchero, amido, arabinosio, ramnosio, acido galattouronico, galattosio, lignina e proteine. La temperatura è fondamentale per mantenere la giusta viscosità. Questa magica soluzione mantiene le fibre dak sospese nella vasca e impedisce alle fibre lunghe di aggrovigliarsi. Il dakpul consente alle fibre di fluire liberamente e uniformemente attraverso il vaglio durante il processo di formazione e aiuta a separare i fogli bagnati dalla pila in un secondo momento. La miscela viene poi modellata in fogli, su un’intelaiatura di legno viene posta una stuoia di bambù e poi questa viene immersa nel materiale, muovendola a sinistra e a destra, e poi avanti e dietro. Dopo ogni passaggio attraverso il materiale, si permette all’acqua di fluire dai bordi della stuoia. Questo processo lascia un foglio sottile, ma il foglio è leggermente più spesso a una delle estremità. Viene, perciò, posto sulla catasta di carta già preparata in una direzione, e un foglio successivo viene preparato e posto nella direzione opposta, creando un pezzo di carta composto da due strati che ha lo stesso spessore per tutta la superficie. Infine, i fogli vengono fatti asciugare.

Produrre la carta richiede 99 processi, per questo il processo finale è stato chiamato baekji (백지) che vuole dire “cento fogli.”  


USO

La carta Hanji veniva utilizzata per coprire le finestre come carta da parati e una volta trattata veniva utilizzata sui pavimenti. È un buon isolante, difatti i coreani ricoprivano le porte di legno con l’Hanji in estate perché manteneva la casa fresca e d’inverno perché riscaldava l’ambiente. Viene utilizzata ancor oggi nelle case tradizionali coreane. Le persone di alta classe sociale, chiamate Yangban, registrarono molti documenti su carta Hanji. Questo è uno dei motivi principali per cui i documenti antichi della Corea sono ben conservati. Con l’Hanji furono prodotte anche le armature, Jigap.

I coreani realizzavano piccoli e grandi mobili in cartone o legno che poi rivestivano di carta Hanji e decoravano con simboli importanti per la cultura coreana. Venivano realizzate anche ciotole, scatole e cassettiere e molto più tardi, quando fu introdotta l’elettricità, lanterne. Nell’antichità, i coreani utilizzavano delle corde con nodi in Hanji per festeggiare la nascita di un bambino e onorare i defunti dando loro questa carta come valuta da portare nell’aldilà.

Uso moderno

Oggi, l’Hanji viene usata molto dagli stilisti coreani per creare abiti sostenibili e nel design. Molti artigiani si prestano a insegnare e diffondere la lavorazione della carta Hanji, per far sì che questa tradizione non vada perduta. Hanji-In è un atelier di artigianato Hanji situato a Seoul, dove gli artisti creano Hanji moderno utilizzando le tecniche tradizionali. Creano oggetti e decorazioni d’interni, la loro specialità sono le lampade.


UNESCO

Per mantenere viva l'arte dell'Hanji e trasmetterla alla generazione successiva, l'Amministrazione del Patrimonio Culturale (Cultural Heritage Administration) ha dichiarato l'Hanji Patrimonio Culturale Immateriale Intangibile.

L’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro, ICPAL, d’Italia ha scelto la carta Hanji per restaurare gli appunti di Leonardo Da Vinci e il libro di preghiere di San Francesco. La durata e la flessibilità dell'Hanji sono state riconosciute a livello globale e vengono utilizzate per ripristinare il patrimonio culturale materiale in tutto il mondo.


HANJI CULTURE AND INDUSTRY CENTER

A luglio del 2020, a Seoul, è stato inaugurato l’Hanji Culture and Industry Center, un centro fondato per presentare l'eccellenza dell'Hanji tradizionale e promuoverne l'uso. Al centro, i visitatori possono apprezzare i prodotti di venti laboratori di Hanji sparsi a livello nazionale mentre sperimentano contemporaneamente la sua storia e il suo stato attuale. Il primo piano è uno spazio per lo showroom e un’esposizione di oltre 200 diversi campioni di colori di Hanji. Il grande tavolo al centro della stanza è uno spazio di archiviazione di 400 tipi di Hanji organizzati per regione, uso e tipo. Al primo piano inferiore c’è un archivio per coloro che desiderano studiare l’Hanji in profondità. L’Hanji Culture and Industry Center è aperto a tutti.


FESTIVAL LOCALI

1. Jeonju Hanji Culture Festival

2. Wonju Hanji Festival


MUSEO

Jeonju Hanji Museum


Sources:

1. Cultural Heritage Administration of the Republic of Korea, Hanjijang (Korean Paper Making)

2. Fides International, What's Hanji

3. Fides International, History of Hanji

4. Fides International, Making Hanji

5. KOREA.net, Hanji. Traditional Korean paper continues to inspire

6. National Folk Museum of Korea, Hanji Collection

7. Ministry of Culture, Sports, and Tourism, G20 Press Release

8. VISITSEOUL.NET, Hanji & Hangeul

9. KOREA.net, Local Festivals

10. Wonju City, Wonju Hanji Festival

11. Imagine your Korea, Jeonju Hanji Museum

Margherita Petrocelli
24 Feb 2022
Views 28

Topic: Korea.net

Writer: Margherita Petrocelli (Italy Team Rome)

Short Explanation:  article in Italian for Wikipedia Italia about the platform "Korea.net".

Link: Korea.net - La Corea a 360°


Korea.net

Korea.net è una piattaforma virtuale non commerciale che rappresenta la voce del governo coreano e che promuove la Corea in tutto il mondo attraverso il World Wide Web.
Korea.net è gestito dal KOCIS (Korean Culture and Information Service), un’organizzazione affiliata del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo coreano.

Nel 2022, Korea.net risulta disponibile in 9 lingue: Arabo, Cinese, Francese, Giapponese, Inglese, Russo, Spagnolo, Tedesco, e Vietnamita.

KOCIS

Il KOCIS, Korean Culture and Information Service ovvero Servizio di informazione e cultura coreana, è stato lanciato nel 1971 dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo coreano. Il KOCIS è stato creato come un ponte comunicativo per la promozione internazionale della Repubblica Coreana, per mettere in luce gli scambi culturali internazionali e mostrarli al popolo coreano.

Verso questo fine, il KOCIS stila un rapporto su tutte le politiche in corso del governo coreano, su tutte le riunioni che il Presidente della Repubblica Coreana svolge e sulla cooperazione internazionale. Inoltre, il KOCIS si occupa anche di organizzare mostre artistiche, esibizioni, festival musicali e cinematografici. Va incontro alle opinioni dei leader mondiali, alla stampa internazionale, al mondo accademico e agli artisti che provengono da tutto il globo.

Korea.net - Storia

Nel 1971, il Ministero della Cultura e dell’Informazione coreano inaugura il KOIS, Korean Overseas Information Service, che solo nel 1998 cambierà nome nell’attuale Korean Overseas Culture and Information Service, KOCIS.
Le origini di Korea.net rimontano al The Korea Window, una piattaforma governativa lanciata nel dicembre 1995. A quel tempo, il governo coreano aveva appena conquistato il mondo di internet, realizzando che sarebbe diventato il più grande mezzo di comunicazione in un’era dell’informazione e della tecnologia.
Nel 2011 viene lanciato il programma Honorary Reporters.

Korea.net – Oggi

Ad oggi, la piattaforma fornisce informazioni aggiornate e attuali sulla Corea del Sud riguardanti una moltitudine di campi: politiche governative, cooperazione internazionale, sviluppo culturale, arte, storia, movimenti sociali, tecnologia, business, sport…

Le lingue che supporta la piattaforma sono in totale 9: Inglese, Cinese semplificato, Giapponese, Arabo, Spagnolo, Russo, Francese, Tedesco e Vietnamita.
La maggior parte delle informazioni fornite dalla piattaforma sono comprese in una di queste cinque categorie: News Focus, About Korea, Events, Resources e Government.

Grazie agli articoli realizzati e pubblicati sul sito web, un pubblico molto vasto può accedere ad informazioni di qualsiasi tipologia riguardanti la Corea. La piattaforma è anche sponsorizzata da diversi canali aperti sui social media, come Instagram, Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, Weibo e Youku. In questo modo, si è riusciti a fortificare la comunicazione con i lettori online e in tutto il mondo.
Un blog in particolare, Korea Clockers, che si trova su Facebook, ad oggi conta più di 600.000 “Mi Piace” diventando uno dei profili governativi coreani più popolari del ventunesimo secolo.

Inoltre, Korea.net coinvolge attivamente gli appassionati della cultura coreana attraverso il suo team di Honorary Reporters di editorialisti internazionali.

Honorary Reporters

Gli Honorary Reporters sono sostenitori nazionali e internazionali della Corea del Sud che promuovono e diffondono notizie su vari argomenti riguardanti la cultura coreana. Questo programma è stato lanciato nel 2011 dal KOCIS.
Gli Honorary Reporter sono dei corrispondenti veri e propri delle notizie riguardanti la Corea. Inoltre, è grazie a loro che si è rafforzata la comunicazione tra la Corea e il resto del mondo.

I contenuti prodotti dagli Honorary Reporters rientrano in 4 categorie: articoli, foto, illustrazioni e video. Una buona maggioranza di si occupa di scrivere articoli che vengono pubblicati inizialmente in una piattaforma secondaria a Korea.net, ovvero Talk Talk Korea. I giornalisti di Korea.net, giornalisti veri e propri, scelgono alcuni tra gli articoli più ben scritti e interessanti, e vengono pubblicati nella piattaforma principale.

Le notizie pubblicate vengono diffuse nella penisola coreana e all’estero, in ben 10 lingue, con l’aggiunta dell’Indonesiano rispetto alle 9 lingue già presenti su Korea.net.

L’ultima edizione di questo programma ha contato 3432 Honorary Reporters appartenenti a 105 paesi diversi, tra cui l’Italia stessa. Questo grande numero ha reso i sostenitori di questo paese tra i più ricchi del mondo negli ultimi anni, anche grazie alla Hallyu.

Solitamente le iscrizioni a questo programma avvengono nel mese di marzo, per poi iniziare definitivamente il proprio incarico verso il mese di maggio, con una durata di un anno e la possibilità di rinnovare questo incarico.


Sources:

1) https://korea.net/

2) https://en.wikipedia.org/wiki/Korea.net

3) http://www.mcst.go.kr/english/

4) https://www.korea.net/AboutUs/KOCIS

5) https://www.kocis.go.kr/eng/htmlBoard/AboutFPC.do

6) https://www.korea.net/TalkTalkKorea/English/community/notice

7) https://www.korea.net/NewsFocus/HonoraryReporters/view?articleId=195348&pageIndex=1

Alessandro Pase
24 Feb 2022
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Definizione


Iri Nongak è definibile come ‘‘musica contadina’ ed è una danza tramandata principalmente a Iksan, nella provincia di Jeollabuk-do.


Informazioni generali


Iri Nongak ha principalmente due lignaggi: uno è il lignaggio degli Iri Nongak che ha designato il patrimonio culturale immateriale nazionale n. 11-3, e l'altro è il nongak nativo tramandato nell'area di Iksan. Iksan si trova geograficamente nel mezzo delle regioni di Honam Udo Nongak e Honam Jwado Nongak, pur avendo un'influenza reciproca con Chungcheong Nongak attraverso il fiume Geumgang. Per questo motivo, Iksan Nongak ha una vena regionale che rivela caratteristiche sia di udo che di jwado nongak. In particolare, Iksan Seongdangpo Nongak rivela con forza le caratteristiche del Honam Jwado Nongak. Iri Nongak ha vinto il primo premio al primo Concorso Nazionale Nongak nel 1983 e il premio presidenziale al 26° Concorso Nazionale di Arti Popolari nel 1985. È stato poi designato come Patrimonio Culturale Immateriale Nazionale N. 11-3 il 1° dicembre dello stesso anno.


Il costume e la formazione dei chibae, i musicisti, sono cambiati nel tempo. La più antica testimonianza di questi punti si trova in "Honam Nongak" (1967), secondo il quale l'abbigliamento e la formazione attuali di Iri Nongak possono essere riassunti come segue: i percussionisti indossano jeogori rossi (il tradizionale indumento superiore), pantaloni, ganbal (le fasce per i piedi), scarpe di paglia, tedaenim (le fasce alla caviglia), asciugamano per la testa, panno di cotone blu, soprabito con fusciacca tricolore, giacca con maniche a righe multicolori, una piastra metallica rotonda a forma di specchio chiamata ilgwang (luce solare) o wolgwang (chiaro di luna) e un panno colorato attaccato alla parte posteriore del costume.


Successivamente, questo abbigliamento è cambiato in modo che le bande colorate potessero essere indossate sulla parte anteriore del costume a forma di X e le maniche a strisce multicolori e la piastra a forma di specchio sono scomparse.


Yongdanggi, la bandiera del drago, ha un pennone con piume di fagiano in alto, un drago dipinto sulla bandiera e un jinebal, ovvero una frangia di triangoli, attaccata ai bordi. Il portatore di yongdanggi indossa il costume di base con un cappello a punta o un asciugamano bianco avvolto intorno alla testa. Il portatore di yeonggi indossa una giacca nera a maniche corte chiamata deogeure e paerangi, un cappello ruvido di corda di bambù, sulla testa. L'asta della bandiera ha un tridente in cima, il carattere 令 (yeong 영) che significa "comando", è scritto sulla bandiera e una frangia è attaccata ai bordi.


La formazione di apchibae, altri musicisti, comprende:

• un suonatore di nabal, una tromba lungo rettilineo

• saenapsu, un suonatore di oboe a doppia ancia

• sangsoe, un suonatore di gong piccolo principale, suonatore di gong piccolo secondario e suonatore di gong piccolo terziario

• jing, il gong grande

• il suonatore principale di janggu, il tamburo a forma di clessidra e suonatore di janggu secondario

• il suonatore di buk, il tamburo a botte

• il suonatore di sogo che indossa un cappello a visiera detto gokkalsogo

• il suonatore di sogo che indossa un lungo cappello a stelle filanti detto chaesangsogo.


La formazione dei dwitchibae (attori) comprende daeposu (l’attore principale che interpreta il ruolo di generale/cacciatore), monaco (jorijung), clown maschio o marito di sciamano (changbu), nobile (yangban), novella sposa (gaksi) e bambini interpreti (mudong).

Iri Nongak ha tre tipi di danze, comprese quelle dei suonatori di kkwaenggwari, il piccolo gong, i suonatori di janggu e i suonatori di sogo. Nel dettaglio, la danza dei suonatori di kkwaenggwari di Iri Nongak presenta il ppeotsangmochum, una danza eseguita indossando un cappello con un ciuffo di carta o di piume. Il buponoreum, l’esibizione di gong solista e il ppeotsangmochum, che costituisce la parte principale di Honam Udo Nongak e dimostra abilità diverse e armonia in punti e linee. I suoi movimenti di danza rappresentativi includono:

• oesa/oesangmo, dove si fa ruotare la piuma sul cappello in una sola direzione

• yangsa/yangsangmo, dove invece si fa ruotare la piuma sul cappello in due direzioni

• sanchigi, in cui si alza la piuma sul cappello

• baemireogi, il gesto di gettare le stelle filanti sul cappello, per poi piegarlo a metà

• dotdaechigi, in cui si solleva il cappello piumato verso l'alto o facendo girare il cappello filante nello stesso punto come un albero

• jwauchigi, in cui ci si muove in cerchio, ci si ferma per un po' e, infine, ci si muove di tre gradini a sinistra e poi a destra, avanti e indietro.


La danza del suonatore di janggu è ben sviluppata nella danza Honam Udo Nongak poiché originariamente derivava da seoljanggonori, l’esibizione principale del suonatore di janggu, separando la performance in una performance solista indipendente chiamata janggochum.

Il janggochum ha molti movimenti del piede eseguiti insieme ai movimenti delle mani. La forma più sviluppata di janggochum è l'esibizione di janggu solista in nongak, e le sue principali mosse di danza includono:

• mijigi, ovvero spostarsi avanti e indietro su due file

• jejaridduigi, saltare sul posto

• baggeumjil, il gesto di cambiare posto

• samjinsamtoi, l’andare avanti e indietro per tre volte)

• yeopgeoreumchigi, il camminare di lato

• jejarihoejeon, l’atto di girare sul posto.


La danza del suonatore di sogo di Iri Nongak consiste in gran parte in una danza chiamata gokkalsogochum, in cui il suonatore di sogo balla indossando un cappello conico.


Iri Nongak propone anche spettacoli teatrali chiamati ilgwangnori. Durante questi spettacoli, il sangsoe (piccolo suonatore di gong principale) riunisce gli altri colleghi per un drink prima di iniziare un'esibizione, poi il daeposu, l’attore principale nel ruolo di cacciatore/generale, si intrufola nell'arena e ruba un gong, nascondendolo sotto i suoi vestiti. Successivamente, il sangsoe e il daeposu si scambiano battute, quindi il sangsoe trova il gong rubato dal daeposu.


Caratteristiche dell’Iri Nongak


Iri Nongak ha le seguenti caratteristiche: in primo luogo, nel complesso, il lignaggio e i formati di Honam Udo Nongak formano la corrente principale di Iri Nongak. In secondo luogo, Iri Nongak ha le caratteristiche del nongak di una regione confinante con tre aree, cioè Honam Udo Nongak, lo stile nongak dalla parte occidentale della provincia di Jeolla-do, Honam Jwado Nongak, lo stile nongak dalla parte orientale di Jeolla -do, e Chungcheong-do Utdari Nongak, lo stile nongak della provincia centrale di Chungcheong-do. In terzo luogo, Iri Nongak conserva sia le tradizioni di Honam Udo Nongak che di Honam Jwado Nongak. In quarto luogo, Iri Nongak segue il formato di Honam Udo Nongak. In ultima istanza, i formati di Iri Nongak presentano dwitgut/japsaeknoreum, ovvero la seconda parte della performance con gli attori notevolmente stanchi rispetto ad apgut, la prima parte eseguita dai musicisti.



Movimenti e coreografie del Pangut


L’attuale pangut, ovvero l’esibizione che combina musica, danza e acrobazie del Iri Nongak, viene eseguita nel seguente ordine:


Daseureumgut

Questo atto viene eseguito nell'ordine del ritmo naedeurim, cheongnyeong, ilchae (un colpo), ritmo ichae (due colpi), jungan maedoji (ritmo finale per l'intervallo), ichae e insagut (intestino di saluto).

1) Naedeurim: i chibae stanno in piedi disposti per strumento all'ingresso dell'arena e suonano i loro strumenti al ritmo di ilchae.

2) Cheongnyeonggut: Il seguente dialogo viene scambiato tra gli artisti: Il sangsoe grida: "Sunryeongsu [guardia e portabandiera]!" I chibae rispondono: "Sì, signore!", poi sangsoe dice: "Se tutti i chibae sono riuniti, stai fermo un secondo, due secondi, quindi marcia dopo tre secondi".

I chibae quindi rispondono: "Sì, signore!"



Ipjang-Insagut: ingresso e saluto

1) Ipjanggut/ meongseongmarigut (ingresso/formazione a forma di chiocciola): i musicisti entrano in fila mentre suonano i loro strumenti sull'ipjanggut e, centrati sul portabandiera, formano una formazione di paglia arrotolata o una formazione a forma di chiocciola formazione che si muove in senso antiorario.

2) Meongseokpulgi: lasciando gli sbandieratori al loro posto, il suonatore di sogo principale e altri musicisti dissolvono la formazione a forma di chiocciola e girano in cerchio muovendosi in senso antiorario.

3) Insagut: i musicisti stanno fermi in cerchio rivolti verso l’interno; quindi, si girano per inchinarsi e salutare il pubblico.


Primo madang (atto/movimento): Ochaejilgut

1) Ochaejilgut: mentre i musicisti (chibae) girano in cerchio muovendosi in senso antiorario, solo il sangsoe (piccolo suonatore di gong principale) entra nella formazione circolare. Il piccolo suonatore batte il gong al ritmo di ochaejilgut e jojilgut, poi i musicisti girano in cerchio muovendosi in senso antiorario. Il sangsoe suona di nuovo il gong al ritmo di ujilgut; quindi, i musicisti girano in cerchio muovendosi in senso orario. Quando sangsoe suona il ritmo del jilgut, i musicisti girano in cerchio muovendosi in senso antiorario.

2) Yangsandogut: inizia con il segnale del sangsoe che colpisce il gong in variazioni ritmiche. I musicisti stanno sul posto e fanno un giro di 360 gradi; quindi, girano in cerchio muovendosi in senso antiorario. Ancora una volta, mentre il sangsoe fa il segnale suonando variazioni ritmiche, yangsandogut lascia il posto a ieumgut.

3) Ieumgut: nei primi due nodi di ieumgut, i musicisti stanno in piedi e saltano sul posto, camminano di lato in formazione circolare; quindi, girano in cerchio muovendosi in senso antiorario, preparandosi a eseguire samchaegut.

4) Samchaegut: mentre il sangsoe colpisce il gong con un lungo ritmo samchae, i musicisti girano in cerchio muovendosi in senso antiorario. Il sangsoe riproduce variazioni ritmiche e brevi ritmi samchae di seguito. Quindi, mentre il sangsoe suona vari ritmi samchae, solo i piccoli suonatori di gong guidati dal sangsoe entrano nel cerchio, fanno un cerchio più piccolo all'interno ed eseguono buponoreum, l’esibizione di gong. La fila di piccoli suonatori di gong gira in cerchio muovendosi in senso orario all'interno del cerchio più grande formato dagli altri percussionisti che si muovono in senso antiorario. Quindi il sangsoe conduce i piccoli suonatori di gong nel cerchio più grande mentre suonano un lungo ritmo samchae.

5) Mijigi: quando il sangsoe invia un segnale al suonatore di janggu principale, il batterista colpisce rapidamente il tamburo secondo lo schema deong-deo-gung-i; quindi, la fila di suonatori di janggu e la fila di piccoli suonatori di gong entrano nel cerchio più grande, ciascuno creando un unico file per creare due righe. Successivamente, mentre gli altri percussionisti girano nel cerchio più grande muovendosi in senso antiorario, i piccoli suonatori di gong e di janggu si muovono avanti e indietro su due file.

6) Maedojigut lungo: mentre si suona il maedoji lungo, ovvero un pattern ritmico speciale utilizzato per terminare un pattern ritmico prima di passare all'unità successiva, il sangsoe termina il primo madang.


Secondo madang: Obangjingut

1) Obangjingut: mentre il sangsoe colpisce il gong al ritmo obangjinut, i musicisti girano in cerchio muovendosi in senso antiorario.

2) Jinobangjingut: mentre suonano il jinobangjingut (obangjin veloce), i musicisti fanno la formazione obangjin, muovendosi in cinque direzioni, quando i chaesangsogo eseguono acrobazie al momento opportuno.

3) Samchaegut: mentre dissolve l'ultima formazione a forma di chiocciola di obangjin e girando in cerchio muovendosi in senso antiorario, i musicisti suonano il ritmo del samchae. Quando il sangsoe dice al cerchio di smettere di girare, tutti i musicisti fanno girare le stelle filanti sul loro cappello mentre suonano il ritmo del samchae. Successivamente, mentre suonano lo stesso schema ritmico, i percussionisti entrano nel cerchio lateralmente; quindi, escono dal cerchio e rimangono fermi in cerchio; quindi, effettuano una rotazione di 360 gradi sul posto. Di nuovo suonano il ritmo samchae e girano in cerchio muovendosi in senso antiorario. Quando il sangsoe suona le variazioni ritmiche, i piccoli suonatori di gong entrano nel grande cerchio e fanno un piccolo cerchio, girando nel cerchio in senso orario. Quando il sangsoe passa a vari ritmi samchae, i piccoli suonatori di gong marciano sul posto.

4) Mijigigut: quando il sangsoe guida di fila i piccoli suonatori di gong ed entra nel cerchio grande, il suonatore di janggu principale guida anche gli altri giocatori di janggu di fila ed entra nel cerchio grande. Ogni gruppo di musicisti sta in fila e le due file si muovono avanti e indietro come se si spingessero a vicenda.

5) Maedojigut: il sangsoe suona un ritmo samchae smorzato, quindi termina il madang.


Terzo madang: Hohogut

1) Eoreumgut/ilchaegut: i musicisti suonano il ritmo ilchae/ritmo eoreumgut stando in piedi e in cerchio.

2) Hohogut naendeuaraemi: mentre si suona il ritmo hohogut naendeuaraemi, il sangsoe gira in cerchio muovendosi in senso antiorario.

3) Hohogut: mentre suona il ritmo hohogut, il sangsoe grida "ho ho" e i musicisti fanno lo stesso mentre girano in cerchio muovendosi in senso antiorario. Quindi, saltano di lato nello stesso senso e si alzano e si abbassano nello stesso punto. Successivamente, continuano a suonare il ritmo darachi spostandosi all'indietro.

4) Darachigi: mentre suona il piccolo gong, il sangsoe fa girare i musicisti uno per uno e li conduce fuori. Quando il sangsoe si sposta all'indietro davanti ai musicisti, questi lo seguono mentre suonano gli schemi ritmici.

5) Nanumjin, la separazione a sinistra e a destra: successivamente, gli artisti si separano in una fila di piccoli suonatori di gong primari e una fila di piccoli suonatori di gong secondari, formando due file. La prima fila fa un cerchio e gira in senso antiorario, mentre la seconda fila fa un cerchio e gira in senso orario, formando due cerchi rotanti concentrici. Quindi i due cerchi escono dalla formazione e stanno in due file diritte, uno di fronte all'altro.

6) Gasaechigi, movimento a forma di X: mentre suonano il ritmo darachigi, i musicisti in piedi in due file di fronte si avvicinano e passano attraverso l'altra fila per creare una forma a X.

7) Mijigi: Successivamente, gli artisti stanno in due file e si muovono avanti e indietro come se si spingessero l'un l'altro.

8) Maedojigut: Con i musicisti in piedi, il sangsoe suona il breve ritmo del maedoji per terminare il madang.


Duitgut: composto da ilgwangnori e gujeongnori

1) Ilgwangnori: mentre suona il lungo ritmo samchae (tre colpi) e guida i piccoli suonatori di gong, il sangsoe entra e passa dal ritmo samchae al maedoji; quindi, propone di bere una ciotola di vino di riso. Quando i piccoli suonatori di gong si riuniscono e si siedono a bere, il daeposu entra nell'arena, ruba un piccolo gong e lo nasconde sotto la giacca. Rendendosi conto che il gong è svanito, il sangsoe scambia battute con il daeposu, poi scopre che il piccolo gong è nascosto sotto la sua giacca. A questo punto, il daeposu restituisce il gong al sangsoe.

2) Gujeongnori: i musicisti formano una formazione quadrata aperta (ㄷ) ed eseguono una serie di esibizioni individuali, che sono chiamate collettivamente gujeongnori.

• Gokkalsogonori, l’esibizione dei giocatori di sogo che indossano un cappello con visiera: in primo luogo, i giocatori entrano nel gutpan al ritmo del lungo samchae; quindi, girano in cerchio muovendosi in senso antiorario e terminano il gut garak. Successivamente, ballano allegramente al gutgeori garak, quindi eseguono passi di danza gokkalsogo al ritmo dei tre colpi e infine escono.

• Chaesangsogonori, l’esibizione di giocatori di sogo che indossano un lungo cappello a forma di stella filante: i giocatori di Sogo che indossano un cappello con una lunga stella a forma di filante attaccata entrano mentre suonano il ritmo ilchae , quindi eseguono ilsa ruotando le piume in una sola direzione , yangsa, ruotando le piume in due direzioni, peoneomgigi (spostando le piume avanti e indietro), anjeunsang, saltando leggermente mentre si suona il tamburo in posizione seduta e balchagi scalciando e infine uscendo.

• Soenori, l’esibizione di un piccolo gong: il sangsoe entra nell'arena, esegue buponori (l’esibizione di gong da solista, e ballim, dei gesti con corpo e con le mani, proseguendo con sanchigi, dotdaechigi, oesangmo, yangsangmo e baemireogi; quindi, si inchina e se ne va.

• Seoljanggonori, l’esibizione del suonatore di janggu principale: il suonatore di janggu principale e il secondo suonatore di janggu entrano nell'arena ed eseguono i ritmi ichae, obangjin, gutgeori, samchae e yeonpungdae; quindi, si inchinano e se ne vanno.

• Yeoldubalsangmonori: i giocatori di sogo che indossano un cappello con uno streamer rotante lungo 12 piedi, chiamato yeoldubalsangmo, fanno girare le piume in una sola direzione e poi in entrambe le direzioni alternativamente al ritmo del lungo samchae, quindi passano ai passi di danza, inclusi saltare, anjeunsang, e girando all'indietro secondo un rapido ritmo samchae.

• Gitdaenori, l’esibizione della bandiera: portando la bandiera del drago, il portatore entra, esegue l'inchino alla bandiera, la rotazione della bandiera e mette la bandiera in posizione verticale sul palmo, quindi esce.


Insa-Toejanggut: il saluto e l’uscita

1) Insagut: i musicisti fanno un cerchio e girano in senso antiorario, rimangono fermi rivolti verso l’interno; quindi, si girano per salutare il pubblico mentre suonano il ritmo insagut.

2) Toejanggut: suonando il lungo ritmo samchae, gli artisti escono guidati dal portabandiera e seguiti dagli attori.


Source:

https://folkency.nfm.go.kr/en/topic/detail/6527 

Alessia Pavani & Angela Piromalli
24 Feb 2022
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Link per la bozza di Wikipedia, in attesa che venga (speriamo) pubblicata: https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Bozza:Kayag%C5%ADm&oldid=125876177



Il Kayagŭm (伽 倻 琴, 가야금) o Kayago (伽 倻고, 가얏고)  è uno strumento a corda tradizionale coreano appartenente alla famiglia delle cetre. La parola “Kaya” si riferisce all’antico regno coreano, situato nella regione meridionale della penisola, mentre invece “gŭm” significa cetra.


INDICE

  • 1Storia
  • 2Struttura e caratteristiche
  • 3Tecnica
  • 4Note
  • 5Riferimenti
  • 6Link Esterni


Storia

L’origine esatta del kayagŭm è ancora ignota. Esistono diverse teorie e dibattiti che riguardano la sua genesi, ma non c’è nessuna certezza a causa della mancanza di materiale sufficiente. La parola kayagŭm appare per la prima volta nel Samguk Sagi, nella sezione dell’Akji. La risorsa storica riferisce che nel sesto secolo il re Kasil di Kaya creò il kayagŭm ispirandosi al guzheng cinese, e ordinò al musicista di corte Urŭk di comporre delle canzoni per il nuovo strumento.[1] Quando Kaya precipitò nel caos, Urŭk scappò portando con sé lo strumento e trovò rifugio nel vicino regno di Silla, alla corte del re Chinhŭng (540-576). I brani a lui attribuiti vennero trasmessi e riarrangiati dai suoi allievi Pŏpchi, Kyego, Mandŏk per poi divenire parte del repertorio della musica di corte di Silla. Non si sa che suono avessero le composizioni di Urŭk , perché soltanto il loro titolo è giunto sino a noi.[2]

Nonostante la testimonianza del Samguk Sagi, la teoria del re Kasil come inventore del kayagŭm è poco credibile.[3] Non esistono molte informazioni su di lui nelle documentazioni storiche - non si sa di quale dei sei regni di Kaya fosse il re, né il periodo esatto del suo regno.[4]

Inoltre, le risorse letterarie e i ritrovamenti archeologici indicano che nella penisola coreana esistevano già degli strumenti musicali paragonabili al kayagŭm molto prima del sesto secolo. In tal senso, il riferimento più antico agli strumenti a corda della penisola coreana è registrato all’interno del Sanguozhi.


[Gli abitanti di Pyŏnjin] amano la danza e le bevande alcoliche. Hanno un tipo di cetra, detto sŭl (瑟) che nella forma ricorda molto il ch’uk (筑).[5]

(Sanguozhi, Biografie dei Wuhuan, Xianbei, e Dongyi, volume 30 del Libro di Wei)



La parola “sŭl,” rappresentata dal carattere cinese 瑟, è la pronuncia coreana del se, un’antica cetra cinese. Tuttavia, secondo gli studiosi, in questo passaggio “sŭl” si dovrebbe interpretare come un nome generico per indicare le cetre. Di conseguenza, risulta chiaro che nell’opera di Chen Shou, all’epoca di Pyŏnjin nella penisola coreana esistevano strumenti a corda (sŭl 瑟) e questi strumenti erano simili al ch’uk (筑). La parola “ch’uk” è la pronuncia coreana dello zhu,[6] anch’esso un antica cetra cinese.  Il Sanguozhi usa il nome di strumenti cinesi per descrivere la musica della Corea antica, probabilmente perché se ne ignorava il nome originale. Attualmente, tra i musicisti di musica classica coreana gli strumenti a corda menzionati nel Sanguozhi e, più in generale, le antiche cetre coreane, sono conosciute con il nome “ko.”[7]

La presenza di strumenti a forma di cetra nella penisola coreana, ben prima del sesto secolo, è ulteriormente confermata dai reperti archeologici. In primo luogo alcune delle statuine in argilla di Silla (t’ou) mostrano persone che suonano strumenti a corda simili al kayagŭm. L’esempio più famoso è un vaso di ceramica noto come “t’oujangshik changgyŏngho,” il quale somiglia molto sia al kayagŭm descritto nell’Akhak Kwebom così come al moderno chŏngak kayagŭm.[8]

In secondo luogo, all’interno del documento giapponese Nihon Shoki si narra l’arrivo da Silla di musicisti che portarono con sé strumenti a corda, in occasione del funerale dell’Imperatore Ingyō nel 453. Ci potrebbe essere una connessione tra questo avvenimento storico e il shiragikoto preservato nel deposito Shōsōin a Nara, introdotto in Giappone attorno all’ottavo secolo.

Alcuni esperti come Kim Sŏng-Hye[9] e Song Bang-Song[2] tuttavia, ritengono che non sia corretto considerare kayagŭm i prototipi sopra menzionati, ma che si tratti in realtà di precursori della cetra odierna.

In generale, il gruppo di studiosi sopra citati ritiene che il kayagŭm sia uno strumento indigeno e che si sia evoluto dagli antichi "ko." D'altra parte vi sono diverse teorie sulla genesi del kayagŭm tra gli etnomusicologi e, per alcuni in particolare, esso sarebbe uno strumento che si è originato all'estero.

Ad esempio, il giapponese Hayashi Kenzo[10] ha affermato che il kayagŭm discende dall'introduzione degli strumenti cinesi nella penisola. Lo studioso Kim Yŏngun,[11] analizzando l'antico strumento cinese "zhu" ha osservato, sulla base dei disegni presenti sul Sancai Tuhui, che esso deriverebbe dal valiha del Madagascar. Il valiha si sarebbe diffuso giungendo nel Sud-Est Asiatico ed entrando in contatto con la famiglia di strumenti “ch’uktonggŭm." Successivamente, lo strumento sarebbe stato introdotto in Cina diventando noto con il nome "zhu" per poi approdare nella penisola coreana dell'epoca di Pyŏnjin. Infine, Yi Yongsik[12] ha ipotizzato che i discendenti del kayagŭm siano giunti dall’India, passando attraverso le vie della Seta marittime.

Struttura e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il kayagŭm è uno strumento a corde pizzicate, appartenente alla famiglia delle “cetre a mezzo tubo eterocordi” che corrisponde al codice 312.22 secondo il metodo di classificazione Hornbostel-Sachs.[13] Si tratta di una famiglia di strumenti musicali tipica dell’Asia Orientale che include il guzheng cinese, il koto giapponese, lo yatga mongolo, e il đàn tranh vietnamita. Fa parte di questo gruppo anche il kŏmungo, un altro strumento a corda coreano dalla struttura simile al kayagŭm.

Il timbro dello strumento assomiglia a quello di una chitarra o di un’arpa, con un suono limpido, morbido, e delicato. Esso è di solito suonato stando seduti per terra con un’estremità sul pavimento e l’altra appoggiata sulle ginocchia. In alternativa, il musicista può suonare seduto su una sedia con il kayagŭm fissato a un supporto.

Il pollice, l’indice e il dito medio della mano destra pizzicano o colpiscono le corde, la mano sinistra invece si occupa di modificare l’intonazione del suono o degli abbellimenti, chiamati nonghyŏn.[14]

Nella musica tradizionale coreana (gugak) vi sono due tipi di kayagŭm con 12 corde che si distinguono per forma e misura differenti: il chŏngak kayagŭm e il sanjo kayagŭm. Il primo si usa nella musica di corte e aristocratica (p'ungnyu) ma anche in composizioni moderne, il secondo è impiegato nella musica sanjo e folcloristica, ed anche in esibizioni da solista. Negli ultimi secoli, sono stati sviluppati altri tipi di kayagŭm in base al numero di corde (12, 18, 25), al registro (acuto, intermedio, grave), e al materiale delle corde. Negli anni più recenti è anche stato sviluppato un tipo di kayagŭm elettronico.



Chŏngak Kayagŭm conservato al National Gugak Museum di Seoul.


Il chŏngak kayagŭm (noto anche come pŏpgŭm o p’ungnyu kayagŭm) è la cetra più antica all’interno della famiglia di kayagŭm. La cassa armonica è ricavata da un singolo blocco di legno di paulownia. La distanza tra una corda e l’altra è relativamente ampia grazie alla cassa di risonanza che è più grande rispetto al sanjo kayagŭm, in questo modo anche la diteggiatura non è altrettanto virtuosistica. Si utilizza per suonare brani a tempo moderato, o con passaggi meno complessi, come ad esempio Yŏngsanhoesang, Yŏmillak, Pohŏsa, Todŭri, e gli accompagnamenti di kagok. Le corde sono più spesse per cui il registro è più basso con un timbro più intenso. Una caratteristica distintiva del chŏngak kayagŭm è l’elemento a forma di T all’estremità della cassa armonica, denominato “yangidu” (corna di montone).


Il sanjo kayagŭm si è sviluppato durante il XIX secolo per essere usato nelle performance di musica sanjo, come suggerisce il nome. La struttura dello strumento è più piccola del chŏngak kayagŭm - e la distanza tra le corde è minore. Esse sono inoltre più sottili e producono un suono leggero e brillante. Per queste caratteristiche, il sanjo kayagŭm è indicato per essere suonato in pezzi più virtuosi con un ritmo maggiormente rapido. La tavola anteriore è fatta di legno di pauwlonia, invece per la tavola posteriore è di solito utilizzato materiale più duro come il legno di castagno.[15]



Sanjo kayagŭm conservato al National Gugak Museum di Seoul.



Ciascuna parte del kayagŭm ha un nome specifico, in particolare gli elementi più caratteristici sono i seguenti:

- Lo hyŏnch'im è una parte di legno rialzata sull’estremità destra del kayagŭm; lungo di esso si appoggia la mano destra per suonare.

- Gli anjok (o kirŏgi pal) sono ponticelli “mobili” che per la forma ricordano le zampe di un’ oca. Ognuna delle dodici corde del kayagŭm è sostenuta da questi ponticelli mobili, i quali servono a controllare e aggiustare l’intonazione. Essi dividono la corda in due parti: quella di destra coincide con l’area da pizzicare, quella di sinistra è la porzione in cui si possono eseguire con la mano sinistra varie tecniche di abbellimento del suono.

- Con il termine tolgwae si indicano i piccoli perni di legno a cui sono attaccate le corde, visibili nella tavola posteriore. Girandoli, si può regolare l’accordatura dello strumento.

- Il pudŭl è il gruppo di corde attorcigliate a forma di otto presenti sull’estremità sinistra della cetra. Quando si rompe una corda, si usano quelle che si trovano in questo punto per sostituirla.

- I fori di risonanza (ullim kumong) spuntano sulla tavola posteriore dello strumento - il chŏngak kayagŭm è caratterizzato da un unico ampio foro, il sanjo kayagŭm è invece costituito da due fori, uno a forma di sole e l’altro a forma di mezzaluna.[16]

- Le dodici corde (hyŏn) erano in origine fatte in filo di seta ma ora sono spesso fatte di materiale sintetico.[17]



Tecnica

Il kayagŭm deve avere l’estremità del pudŭl sul pavimento, l’altra è posizionata sulle ginocchia con hyŏnch'im e tolgwae alla destra di chi suona. Il tolgwae impedisce al kayagŭm di scivolare. La schiena è rilassata e dritta, mentre la mano destra è posizionata sullo hyonch’im.

La prima cosa da fare quando si suona il kayagŭm è accordare lo strumento. L'intonazione di una nota si può aggiustare spostando gli anjok - avvicinandoli il suono si alza, allontanandoli il suono si abbassa.



Sul pentagramma è rappresentata la nota di ciascuna corda del kayagŭm. Nell'ordine: re2, sol2, la2, re3, mi3, sol3, la3, si3, re4, mi4, sol4, la4. L'estensione è di due ottave e mezzo che comprendono il registro grave e intermedio.


Le note delle dodici corde sono nell'ordine: re sol la re mi sol la si re mi sol la. Occupano due ottave e mezzo della tastiera del pianoforte e si estendono in gran parte nell'area grave e intermedia.

Nel kayagŭm le corde si pizzicano con i polpastrelli, senza i plettri che di solito si usano nelle altre cetre asiatiche (come il koto o il guzheng). La mano destra suona le note, la mano sinistra modifica il suono emesso, producendo vibrazioni, rimbalzi, rilasci, flessioni.

Le tecniche di base impiegate nel kayagŭm sono il pizzicato, il colpo o schiocco, e il doppio colpo.

Il pizzicato (ttŭkki) si produce facendo vibrare la corda con il polpastrello, movimento che fa spostare la mano verso l’esterno, in direzione dello hyŏnch'im.

Il colpo (t'winggigi) si esegue congiungendo il pollice e l’indice. In particolare, l’indice è leggermente spostato verso il centro del pollice. Mantenendo questa impostazione di fronte alla corda da suonare, l’indice compie un rapido ed energico movimento in avanti (schiocco) colpendo così la corda. La notazione musicale che si usa per indicarlo è un piccolo cerchio o uno zero, e di solito lo si impiega per ripetere una nota.

Il doppio colpo è indicato con la notazione "8 0" e consiste nel colpire la corda prima con il medio e poi con l’indice, mantenendo l’impostazione del t’winggigi. In questo caso quindi, oltre all’indice, anche il medio è congiunto al pollice e spostato leggermente verso il centro.[18]

Battute finali del brano "Doraji" una canzone della tradizione folcloristica coreana. Il simbolo dello zero "0" sopra una nota indica che bisogna utilizzare la tecnica del t'winggigi. Si può notare che il simbolo 0 compare quando il suono viene ripetuto. In corrispondenza dei numeri "8 0" invece è impiegata la tecnica del doppio t'winggigi.




Nel chŏngak kayagŭm la tecnica della mano destra è relativamente semplice e delicata. Tre tecniche uniche di questo modello sono il ttŭl, il ssaraeng, e il sŭlkidong. Il ttŭl si esegue posizionando il pollice sotto la corda per poi colpirla con forza verso l’alto con l’unghia. Ssaraeng e sŭlkidong sono due modi di eseguire le ottave. La mano sinistra è piuttosto elaborata e si usa per creare varie sfumature di vibrato e per dare una sofisticata “piegatura” del suono. Ad esempio, nella tecnica detta “ch'usŏng” la corda si flette lentamente con il mignolo. In un’altra tecnica chiamata “apsŏng,” la corda si spinge verso il basso con un rapido movimento del dito, per poi tornare su in modo graduale.[19]



Note

  1. ^ Sim-on Sung, Korean Gayageum zither a practical guide, (Seoul: Minsokwon Korean Studies Series 6, 2009), 10..
  2. ^ Salta a:a b Bang-song Song, Korean Music: Historical and Other Aspects, Korean Studies Series no. 13, (Seoul: Jimoondang Publishing Company, 2000), 9..
  3. ^ Hee-sun Kim, Hee-sun Kim, Chaeng,kot'o,kayagŭm kaeryangŭi yŏksajŏk chŏn'gae [Modification Process and Historical Development of Zheng, Koto and kayagŭm in East Asia], (Seoul: Han'gukŭmaksahak'oe, 2008), 82., 2008.
  4. ^ Yŏngun Kim, Kayagŭmŭi yuraewa kujo, [The Origin and Structure of the Kayagŭm], (Seoul: Journal of the National Center for Korean Performing Arts, 1997), 6-7.
  5. ^ Maurizio Riotto, Storia della Corea dalle Origini ai Giorni Nostri, Bompiani, 2005, 54-55.
  6. ^ Link alla voce "zhu" in inglese:https://en.wikipedia.org/wiki/Zhu_(string_instrument)
  7. ^ Chaesuk Mun, Han'guk kodae hyŏnakki yŏn'gu, [A Study on Korean Ancient String Instruments] (Journal of the Society for Korean Traditional Musicology, 2002), 105.
  8. ^ Yongsik Yi, Tongashia chit'ŏryu hyŏnakkiŭi pigyoŭmak'akchŏk koch'al [Comparative study of East Asian zithers], (Seoul: Seoul National University, tongyangŭmakyŏn'guso, 2007), 248.
  9. ^ Sŏng-Hye Kim, Chŏngch'angwŏn shillagŭmi kayagŭmi anin iyu [Why Shosoin Sillageum is Not Gayageum But Sillageum], Seoul: The Journal of Korean Ancient History, 2017, 376-379.
  10. ^ Hayashi, Kenzo (林謙三). The Origin of Shiragigoto. Translated by Hwang Chunyŏn. Seoul: Seoul National University Tongyangŭmakyŏn'guso, 1984, 140.
  11. ^ Kim, Yŏngun. Kayagŭmŭi yuraewa kujo, [The Origin and Structure of the Kayagŭm]. Seoul: Journal of the National Center for Korean Performing Arts, 1997, 8-10.
  12. ^ Yi, Yongsik. Tongashia chit'ŏryu hyŏnakkiŭi pigyoŭmak'akchŏk koch'al. [Comparative study of East Asian zithers]. Seoul: Seoul National University, tongyangŭmakyŏn'guso, 2007, 251-253.
  13. ^ Link alla voce "List of musical instruments by Hornbostel Sachs number: 312.22" (in inglese).https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_musical_instruments_by_Hornbostel%E2%80%93Sachs_number:_312.22
  14. ^ Kim, Hee-Sun. Contemporary Kayagŭm Music in Korea: Tradition, Modernity and Identity. Seoul: Minsokwon Korean Studies Series 1, 2008, 52-56.
  15. ^ Kim, Hae-sook, “Gayageum”, in Traditional Korean Instruments: Practical Guide for Composers, translated by Kim Yu-seok, (Seoul: National Gugak Center, 2021), 24-25.
  16. ^ Sim-on Sung, Korean Gayageum zither a practical guide, 17-18.
  17. ^ Robert C. Provine, Kayagŭm, su Grove Music Online. URL consultato il 4 marzo 2021.
  18. ^ Istituto Culturale Coreano, Corso online kayagŭm proposto sul canale Youtube dell'Istituto Culturale Coreano, su Youtube.
  19. ^ [우리악기 톺아보기] 가야금 3강 - 정악 가야금 연주법 ②, su youtube.com.


Riferimenti

  • Hayashi, Kenzo (林謙三). The Origin of Shiragigoto. Translated by Hwang Chunyŏn. Seoul: Seoul National University Tongyangŭmakyŏn'guso, 1984.
  • Kim, Hae-sook. Traditional Korean Instruments: A Practical Guide for Composer, Gayageum. Translated by Kim Yu-seok. Seoul: National Gugak Center, 2021. https://www.gugak.go.kr/site/program/board/basicboard/list?boardtypeid=116&menuid=001003003006002&lang=en.
  • Kim, Hee-Sun. Contemporary Kayagŭm Music in Korea: Tradition, Modernity and Identity. Seoul: Minsokwon Korean Studies Series 1, 2008. ISBN: 8956386056, 9788956386058
  • Kim, Hee-Sun. Chaeng,kot'o,kayagŭm kaeryangŭi yŏksajŏk chŏn'gae 쟁,고토,가야금 개량의 역사적 전개 [Modification Process and Historical Development of Zheng, Koto and Kayagŭm in East Asia]. Seoul: Han'gukŭmaksahak'oe, 2008.
  • Kim, Sŏng-Hye. Chŏngch'angwŏn shillagŭmi kayagŭmi anin iyu 정창원 신라금이 가야금이 아닌 이유 (Why Shosoin Sillageum is Not Gayageum But Sillageum). The Journal of Korean Ancient History 한국고대사연구 (88). Seoul: Society for Korean Ancient History 한국고대사학회, 2017.
  • Kim, Yŏngun. Kayagŭmŭi yuraewa kujo 가야금의 유래와 구조, [The Origin and Structure of the Kayagŭm]. Seoul: Journal of the National Center for Korean Performing Arts, 1997.
  • Mun, Chaesuk. Han'guk kodae hyŏnakki yŏn'gu - sanggoshidaebut'ŏ t'ongilshillashidaekkajirŭl chungshimŭro, 한국 고대 현악기 연구 - 상고시대부터 통일신라시대까지를 중심으로 [A Study on Korean Ancient String Instruments]. Journal of The Society for Korean Traditional Musicology 한국전통음악학 (3). Seoul: The Society for Korean Traditional Musicology 한국전통름악학회, 2002.
  • Song, Bang-Song. Korean Music: Historical and Other Aspects. Korean Studies Series no. 13, Seoul: Jimoondang Publishing Company, 2000. ISBN: 8988095138
  • Sung, Sim-on. Korean Gayageum Zither: A Practical Guide. Seoul: Minsokwon Korean Studies Series 6, 2009. ISBN: 978-89-5638-756-7
  • Yi, Yongsik. Tongashia chit'ŏryu hyŏnakkiŭi pigyoŭmak'akchŏk koch'al. 동아시아 지터류 현악기의 비교음악학적 고찰[Comparative study of East Asian zithers]. Seoul: Seoul National University, tongyangŭmakyŏn'guso, 2007.


Link Esterni

Sanguozhi, Biografie dei Wuhuan, Xianbei e Dongyi, Libro di Wei, Volume 30. https://chinesenotes.com/sanguozhi/sanguozhi030.html [in lingua cinese].

Canale youtube dell'Istituto Culturale Coreano, sezione dedicata al "Corso di Gayageum": https://www.youtube.com/watch?v=P94inX6H5Uk&list=PLpmmwWgyYcsSyApQhKWZKWIeLoXufDTTa.

Sito web del National Gugak Center, sezione "Traditional Korean Instruments: A Practical Guide for Composers": https://www.gugak.go.kr/site/program/board/basicboard/list?boardtypeid=116&menuid=001003003006002 [in lingua inglese].