SAYUL_ITALY
Giulia Giansiracusa
17 Oct 2021
Views 16


Writers: Serena Camposano & Giulia Giansiracusa


P’ungsu è il termine che viene usato per descrivere la geomanzia o la teoria della divinazione basata sulla topografia. Il p’ungsu si basa su un pensiero tradizionale in Corea e in Cina (in cinese feng shui) per cui la combinazione topografica domina la fortuna di un individuo o una società, e anche uno stato.
Questo termine si riferisce all'idea tradizionale dell'Oriente che studia e giudica che l'energia della terra funziona senza essere disturbata dal vento e dall'acqua quando si costruisce una casa, una tomba o un castello.


Principi del P’ungsu


Il P’ungsu è un sistema orientale di geomanzia che si crede utilizzi le leggi del Cielo e della Terra per aiutare l'uomo a migliorare la vita ricevendo un Qi positivo (기/氣). Gli specialisti del P’ungsu dicono che quattro direzioni (방위/方位) sono rappresentate da un drago blue (청룡/靑龍) a est; da un uccello rosso (주작/朱雀) a sud; da una tigre bianca (백호/白虎) ad ovest e da un animale nero(현무/玄武) a Nord, rispettivamente. Tutte le montagne, i fiumi, le case e le strutture sono simboleggiate da tali animali e l'interazione tra questi influenza la vita e la fortuna dei residenti.
In pratica, il Qi cavalca il vento e si disperde, ma se incontra dell'acqua questo viene trattenuto. Pertanto, il luogo che può generare un Qi più positivo per i suoi residenti e discendenti è quello che riesce a contenere il vento e prendere l’acqua sotto il terreno.

Osservando delle tipiche mappe coreane basate sulla filosofia del p’ungsu, si può notare che la figura creata sembri conforme all’anatomia femminile nei pressi degli organi riproduttivi, il che andrebbe a suggerire che ci sia una relazione tra la presenza umana su un territorio e l’equilibrio naturale di quel luogo.

Storicamente, il p’ungsu è stato ampiamente utilizzato per orientare gli edifici - spesso strutture spiritualmente significative come tombe, ma anche abitazioni e altre strutture - in modo propizio.
Bisogna notare come il p’ungsu, la sua visione cosmografica e, di conseguenza, le mappi di territori dove si è costruito in base a questa filosofia e ai suoi concetti base siano spesso stati occidentalizzati tramite uno studio incentrato sull’aspetto puramente geomorfologico del territorio.

Sebbene venga considerato da molti come una “quasireligione”, un tipo di superstizione o, persino, una pseudoscienza, il p’ungsu ha avuto un ruolo cruciale nella costruzione di alcune delle capitali dell’estremo Oriente, tra cui, ad esempio, Pechino e Nanchino in Cina, Seul e Kaesong in Corea del Sud e Kyoto e Nara in Giappone. Inoltre, il p’ungsu è ancora adesso da uomini di affari e CEO che sperano che costruendo le proprie aziende secondo i criteri di questa filosofia possano avere un futuro auspico e fortunato. Nonostante la pratica sia ancora adesso in voga, come evidenziato, la concezione del p’ungsu come superstizione o “quasireligione” ha costretto sia i maestri del p’ungsu sia i credenti della filosofia ad operare e a chiedere consultazioni di nascosto. Questi sotterfugi non sarebbero, a quanto pare, necessari in Occidente visto che l’ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è più volte servito di maestri della pratica cinese del feng shui per scegliere dove costruire.

Il concetto di feng shui è originario della Cina del primo periodo della Dinastia Han, in cui si sviluppò un vero e proprio culto del concetto di centralità. Questo concetto, rappresentato al meglio dal numero “cinque”, è andato poi a coincidere con la ricerca di luoghi in cui la “forza cosmica” fosse particolarmente forte. Questa pratica, sebbene originaria della Cina, è poi approdata in Corea durante amministrazioni medievali di tipo neo-confuciane (dal XII and XVIII secolo), assumendo un’importanza sempre maggiore fino ad arrivare al periodo caratterizzato dalla Scuola Chi Shu del Neoconfucianesimo sotto la Dinastia Yi.

 

Origini del P’ungsu


Molto tempo fa si credeva che i fenomeni naturali avessero influenzato la felicità e la fortuna dei residenti.
In Corea, la prima testimonianza sul p’ungsu la troviamo nel Samguk Yusa (삼국유사/三國遺事), in cui il re Talhae (탈해왕/脫解王) della dinastia Silla (신라/新羅) era sul trono dopo che aveva ingannevolmente preso su un posto favorevole per costruire la sua casa (택지/宅地). Dei buoni esempi di città p’ungsu ricordiamo Buyeo (부여/扶餘) capitale della dinastia Baekje (백제/百濟) e Pyeongyang (평양/平壤), la capitale della dinastia Goguryeo (고구려/高句麗).

Durante la dinastia Goryeo (고려/高麗), la teoria del p’ungsu fu accettata con entusiasmo dalla società e pervase le persone in ogni ambito della vita. Infine, il monaco Doseon (도선/道詵) scrisse un capolavoro sul p’ungsu coreano, la nota segreta di Doseon (도선비기/道詵祕記) o (도선비기/道詵祕記). Tuttavia, la profezia di Doseon basata sulla sua teoria p’ungsu fu scambiata come un modo per fuorviare la gente comune per motivazioni politiche o finanziarie.

Source

Ji-hyoung Son, “Master calls for Korea to bring geomancy into open”, The Korea Herald, 22 giugno 2018, disponibile presso koreaherald.com/view.php?ud=20180621000892.
Hong-Key Yoon, “An Analysis of Korean Geomancy Tales.” Asian Folklore Studies, vol. 34, no. 1, Nanzan University, 1975, pp. 21–34, https://doi.org/10.2307/1177738.
Hong Key Yoon, “Historical and Cultural Studies of Geomancy in Korea.” SUNY Press, 2017, disponibile presso https://www.sunypress.edu/pdf/63688.pdf.
David J. Nemeth, “A Cross-Cultural Cosmographic Interpretation of Some Korean Geomancy Maps”, disponibile presso https://www.academia.edu/11639261/A_Cross_Cultural_Cosmographic_Interpretation_of_Some_Korean_Geomancy_Maps.
Cho Yeong-heon, “Famous ideal places” (조용헌의 “휴휴명당”), Bulgwang Publishing House (불광출판사), 27 luglio 2015, ISBN 9788974792695 ( 8974792699 ).


Chiara Vanadia Bartolo
16 Oct 2021
Views 19

Topic: Museo del Tteok - Tteok Museum

Writer: Chiara Vanadia Bartolo, Francesca Thompson (Team 2 - Venice)

Short explanation: Encyclopedic description of the Tteok Museum in Italian: foundation, exhibition, laboratories etc.

Link: https://it.wikipedia.org/wiki/Museo_del_Tteok

Davide Nepomuceno
16 Oct 2021
Views 21

1. Topic: Hanok

2. Writer: Davide Nepomuceno, Angelica Vianello

3. Short Explanation: Hanok, history and main characteristics.


Hanok (한옥) è la casa tradizionale coreana, le cui origini risalgono al 14mo secolo durante la dinastia Joseon. In origine era un’abitazione composta di più strutture realizzate in legno, pietra, argilla e carta, improntata a caratteri di armonia, semplicità ed equilibrio tra le parti e con la natura, nonché pensata per potersi adattare ai climi delle diverse stagioni e riscaldata con sistema a ipocausto conosciuto come ondol (온돌). A partire dal 20mo secolo la struttura originaria è andata evolvendosi nelle forme più compatte e moderne ancora visibili nei contesti urbani[1].

 

 

1 La parola “Hanok”

2 Caratteristiche e struttura dell’Hanok tradizionale

2.1 Ondol

3 Costruzione di un Hanok

4 Cenni storici

4.1 Origini

4.2 Hanok nel 20mo secolo: l’hanok urbano o city hanok

 


 

1 La parola “Hanok”

 

La parola “Hanok” ha iniziato a designare la casa tradizionale coreana a partire dalla fine dell’800, quando il regno di Joseon aprì le sue porte alle influenze straniere e cominciarono a sorgere edifici in mattoni a due o più piani che finirono per essere collettivamente conosciuti come yangok, ovvero “case in stile occidentale”[2]. Per sottolineare la differenza con quelle, le strutture tipiche della tradizione coreana fu coniato il termine “Hanok”, in cui la parola cinese “Han” (韓), indica la Corea e “Ok” (屋) la casa. 

 

La parola “hanok” è però entrata nel dizionario coreano solamente nel 1975, ed è definita come “un termine usato per indicare le case costruite nello stile architettonico coreano tradizionale, rispetto agli edifici in stile occidentale”. Nell’uso comune la parola può indicare una gran varietà di edifici diversi, e solo nel 2015 si è giunti a una definizione legale del termine secondo la quale “hanok è una struttura architettonica in legno costruita sulla base della tradizionale struttura in stile coreano composta da colonne e travi e un tetto che riflette lo stile architettonico tradizionale coreano”[3].

 
 

2 Caratteristiche e struttura dell’Hanok tradizionale

 

Un Hanok tradizionale era una residenza articolata in più edifici, disposti in vario modo all’interno di un’estensione di terreno recintata da mura in pietra, con un ampio cancello d’accesso coperto da una pensilina rivestita di tegole, il soteul daemun. Gli spazi fondamentali che costituivano la residenza erano le stanze riscaldate con il sistema dell’ondol; il maru, uno spazio comune per la famiglia, generalmente con pavimenti in legno; e la cucina[4]. 

 

Una volta varcato il cancello d’entrata si accedeva generalmente all’area designata come sarangchae, ovvero lo spazio riservato esclusivamente agli uomini, che vi studiavano e intrattenevano gli ospiti. L’edificio era in genere più alto degli altri, a sottolineare l’autorità del proprietario della sarangbang, la stanza dove il padrone di casa si dedicava ad attività quali calligrafia, studio o stesura di poesie. Era invece la sala principale, il Daechongmaru, quella di rappresentanza dove si intrattenevano gli ospiti e si celebravano cerimonie di matrimonio o commemorative. Normalmente, questa sala era composta da sei unità, perfettamente simmetrica e ben integrata nello scenario.

 

Ogni spazio del Sarangchae era attentamente studiato per adattarsi alle esigenze personali dei suoi abitanti, e veniva vissuto com un luogo di interazione sociale, più aperto ed esposto dell’Anchae, ovvero la zona riservata alle donne e alla famiglia.

 

L’Anchae si trovava nel lato opposto alla Sarangbang, da cui spesso era separato da un muro. Quest’area ruotava attorno all’Anbang, la stanza della padrona di casa, e dunque la più intima della residenza, dove gli estranei non potevano entrare e gli stessi uomini di casa non potevano circolare liberamente. Perciò era situata nel punto più protetto della proprietà: questo ambiente elegante era destinato alle attività quotidiane delle donne di casa e all’educazione dei bambini[5]. Nell’Anchae si trovava anche il locale delle cucine e la dispensa o magazzino, ed era in questo spazio che si tenevano la maggior parte degli eventi di famiglia. Nelle residenze più umili, l’anchae e il sarangchae erano invece più vicini, ma sempre separati dalla sala principale daechongmaru.

 

In molte proprietà vi era anche un santuario ancestrale, il Sadang, per celebrare le ricorrenze annuali legate agli antenati. Tra il cancello d’entrata e gli edifici si estendeva invece il Madang, ovvero il giardino interno, un luogo semiprivato destinato sia all’interazione sociale che alla contemplazione in solitudine[6]. 

 

Negli edifici di un Hanok si trova spesso una stanza sopraelevata e costruita su uno stereobate alto e massiccio. Poteva rimanere aperta come un balcone o essere chiusa a veranda: si tratta del Numaru, ovvero la stanza dove generalmente si serviva il tè.

 

Altro spazio tipico della casa tradizionale coreana era il toenmaru, il portico di legno che corre intorno agli edifici.

 

I tetti delle case tradizionali coreane, ricoperti di tegole nelle residenze nobiliari e di paglia in quelle più umili[7], erano poi contraddistinti da ampie gronde arcuate: queste, combinate con l’esposizione a sud della casa, facevano sì che gli edifici fossero schermati dai raggi più caldi del sole in estate, ma non ostacolavano quelli più obliqui delle stagioni fredde, che così riuscivano a riscaldare le pareti della casa.

 
 

2.1 Ondol

 

L’ondol (온돌;), conosciuto anche come Gudeul (구들) o bangudeul (방구들) è il tradizionale sistema di riscaldamento del pavimento della casa, uno dei connotati più tipici dell’hanok. Uno strato di pietra veniva posto sotto al piano di calpestio e riscaldato da un sistema di canali (gorae) al di sotto, che si dipanavano da un caminetto situato in un locale più in basso, spesso nella cucina, e ai quali si poteva accedere tramite piccole aperture chiamate bulmok. Questi canali erano costruiti con un’angolazione che permetteva al fumo di fluire direttamente verso un comignolo generalmente posto al lato opposto della stanza rispetto al bulmok.

 

Questo sistema faceva in modo che il fumo generato dalla combustione nel caminetto non defluisse troppo velocemente, così da riscaldare tutte le pietre e mattoni della struttura, generando calore dal pavimento di ogni stanza. Il reticolo di canali pieni di fumo era anche un luogo inospitale per ratti e insetti, che così venivano tenuti naturalmente lontani dalle abitazioni[8].

 


 

3 Costruzione di un Hanok

 

Il primo fattore fondamentale nella progettazione della casa era la sua posizione rispetto al paesaggio: l’hanok deve infatti incorporare elementi naturali come il vento e la luce del sole, e rispettare il principio del baesanimu[9], secondo il quale la casa deve essere costruita con una montagna alle spalle e un fiume di fronte. In questo modo le case erano riparate dai venti freddi che spirano da nord in inverno e avevano un facile accesso a fonti d’acqua. 

 

Gli hanok venivano costruiti da mastri carpentieri che progettavano la casa in situ, a volte durante la costruzione stessa. Il primo passo consisteva nel gettare le fondamenta di pietra e le basi per il sistema di riscaldamento dei pavimenti. Successivamente si creava la struttura e il telaio in legno, che venivano subito coperti con il tetto. A quel punto si passava ad erigere le pareti di argilla e paglia di riso, nonché a rivestire i pavimenti. La fase conclusiva consisteva nel montare le finestre e porte e rivestire di carta i pavimenti che dovevano essere riscaldati, le finestre e le porte[10]. 

 

Gli hanok tradizionali, infatti, erano realizzati principalmente con quattro tipi di materiali: legno, pietra, argilla e carta, più l’aggiunta di piccoli dettagli in ferro come cardini e serrature. Ancora al giorno d’oggi le strutture costruite secondo i dettami tradizionali sono esempi di architettura pienamente ecosostenibile e caratterizzata da una notevole capacità di adattarsi alle variazioni climatiche di stagione in stagione.

 

In aggiunta, le case erano anche dotate di un rudimentale sistema antisismico. Infatti il posizionamento delle colonne portanti (daedulbo) all’interno di pietre angolari e non nel terreno, conferivano alla struttura maggior resistenza alle oscillazioni.

 
 

4 Cenni storici

 

4.1 Origini


L’hanok considerato nel senso tradizionale, dunque con una conformazione che separa gli ambienti vissuti dalle donne da quelli riservati agli uomini, è nato poco dopo l’instaurazione del regno di Joseon (1392), come risultato dell’ideologia neo-confuciana, di corte, quella promossa dagli studiosi di Neo-Confucianesimo che avevano connotato la nascita stessa della Dinastia Joseon.

 

Lo stile di vita quotidiano del popolo era fortemente influenzato dagli insegnamenti del libro Zhuzi jiali (朱子家禮, Libro dei Riti Familiari): questo manuale descriveva i parametri di comportamento per i vari membri della famiglia, differenziando tra i ruoli di genitori e figli, donne e uomini, giovani e anziani, e indicava anche come celebrare le cerimonie di famiglia.

 

Altro fattore determinante nella conformazione dell’Hanok fu il paesaggio socio-economico dell’epoca: le nuove tecniche colturali che avevano permesso di sfruttare ogni anno lo stesso terreno, avevano reso ancora più redditizi i latifondi posseduti dall’aristocrazia, contemporanea (yangban), ovvero la classe dominante[11]. La maggior parte degli aristocratici erano studiosi di Neo-Confucianesimo che consideravano la celebrazione dei riti ancestrali e l’intrattenimento degli ospiti un compito fondamentale, e passavano il resto del tempo dedicandosi allo studio e alla supervisione delle faccende domestiche nonché delle attività agricole. La struttura degli Hanok, dunque, era pensata proprio come luogo ideale in cui esplicare questo stile di vita.

 


 

4.2 Hanok nel 20mo secolo: l’hanok urbano o city hanok

 

Per secoli le residenze tradizionali coreane hanno mantenuto i loro caratteri pressoché inalterati, fino agli anni ‘30 del Novecento. A seguito di crescente afflusso di persone dalle campagne alle città, infatti, tra il 1930 ed il 1960 emerse un nuovo tipo di Hanok, costruito in stile urbano. Rispetto alle residenze tradizionali, gli hanok urbani si differenziano per:

 
  • La standardizzazione dei progetti; 
  • La rimodulazione degli spazi interni;
  • La rimozione di spazi dedicati alle sole donne ed uomini;
  • L’ammodernamento delle attrezzature e tecniche edili[12].


In passato gli hanok erano costruiti su commissione, e quindi adattati alle singole esigenze del compratore o del territorio. Il boom immobiliare degli anni '30 stimolò lo sviluppo

di nuove forme di architettura residenziale, spinte dal diffondersi delle prime imprese di costruzione edili. Il primo grande cambiamento fu l’introduzione un modello standard di costruzione per le case tradizionali, adattando così le strutture alla conformazione delle nuove città, ed allo stesso tempo semplificandone la produzione. Inoltre, gli hanok urbani si differenziano da quelli tradizionali in quanto costituiti da singole strutture che sorge su un lotto di terreno recintato da mura. L’ammodernamento è avvenuto gradualmente e ha riguardato anche gli spazi interni: si è passati a collare il bagno all’interno dell’abitazione, sono stati integrati sistemi di irrigazione e igiene, e sono stati adottate nuove tecniche di riscaldamento degli ambienti.

A partire dal 1960 la costruzione degli hanok urbani subì una fase di arresto in favore della costruzione di edifici in stile occidentale che accomodavano meglio la crescente domanda di abitazioni nelle città. In questi anni molti Hanok furono dunque abbattuti per fare spazio a nuove palazzine, e nel corso degli anni i carpentieri specializzati nella costruzione di Hanok andarono sparendo. Dalla fine degli anni ‘70 iniziarono a crearsi movimenti a favore della conservazione delle case tradizionali, con risultati occasionali. La situazione nei primi anni ‘90 era giunta al punto di minacciare l’esistenza del quartiere di case tradizionali di Bukcheon, nota meta turistica situata tra il Palazzo Gyeongbokgung e il Palazzo Changdeokgung. Il quartiere era stato costruito dall’imprenditore edile Segwon Jeong nel 1930 con il fine di preservare l’unicità coreana della città, in un periodo storico caratterizzato dalla egemonia giapponese nella penisola e una crescente industrializzazione del paese.

 A seguito della massiccia ondata di demolizioni nei primi anni ‘90, gli attivisti per la protezione del patrimonio culturale e l’amministrazione della città collaborarono a un piano di salvaguardia per l’area, che consistette nella previsione di incentivi e agevolazioni fiscali per chi volesse restaurare gli hanok urbani. Le linee guida del governo indicavano di abbandonare l’estetica dei city hanok a favore delle caratteristiche degli hanok tradizionali del XVIII e XIX secolo. Il difficile compromesso tra le richieste del governo e le esigenze di modernità dei singoli proprietari ha portato così all’implementazione di soluzioni ibride, come ad esempio il rivestimento di finestre di vetro con pannelli di carta tradizionale coreana per mantenere l’aspetto originario senza rinunciare al comfort moderno. Per questa categoria di abitazioni si è dunque parlato di stile “neo-tradizionale” o”neo-Joseon”.

La riqualificazione di Buckheon ha poi spinto l’amministrazione di Seoul ad applicare sistemi di incentivi simili per altre zone, come Seochon. A partire dagli anni Duemila, quindi, sono aumentati gli esempi di design innovativi che aggiornano la struttura tradizionale in modo che accomodi anche gusti e necessità moderne: è il genere designato come “mixed hanok”, fatto di edifici abbastanza simili tra loro dall’esterno, ma estremamente personalizzati all’interno. In tutte le forme più nuove di hanok l’uso di materiali da costruzione e metodi di costruzione è continuamente aggiornato, ma rimane costante l’attenzione al mantenimento dell'originale eco-sostenibilità delle strutture.


Source

National Folk Museum of Korea,

https://nfm.go.kr/k-box/ui/annyeong/hanok.do;jsessionid=8345F87FD18193C75D7CD50454DC4ECB?lang=en


Cefia, The Korean House - 5.1 New Housing Types aft er the Opening of Ports

http://cefia.aks.ac.kr:84/index.php?title=The_Korean_House_-_5.1_New_Housing_Types_aft_er_the_Opening_of_Ports


Seoul Metropolitan Government

https://hanok.seoul.go.kr/front/eng/info/infoHanok.do?tab=1


Cefia, The Korean House - 3.1 Ondol and Completion of the Traditional Hanok

http://cefia.aks.ac.kr:84/index.php?title=The_Korean_House_-_3.1_Ondol_and_Completion_of_the_Traditional_Hanok


National Folk Museum of Korea

https://nfm.go.kr/k-box/ui/anbang/elegant.do;jsessionid=D30EF27AA987B32BCBC21760EDAE976D


Yun Journal

https://yun-berlin.com/journal/madang/


Visit Korea

https://english.visitkorea.or.kr/enu/AKR/AK_ENG_2_4.jsp


Asia Society

https://asiasociety.org/korea/ondol-korean-traditional-heating-system


Google Arts and Culture

https://artsandculture.google.com/exhibit/korean-house-hanok/gQR542M5


Nani Park, R.J. Fouser, Hanok, The Korean House, Tuttle Publishing, Singapore, 2014, p.10


Cefia, The Korean House - 4.1 Confucianism and the Composition of Hanok

http://cefia.aks.ac.kr:84/index.php?title=The_Korean_House_-_4.1_Confucianism_and_the_Composition_of_Hanok


Lee, Y.-H.; Kim, H.-S. The Samcheong Hanok and the Evolution of the Traditional Korean House. Sustainability 2021, 13, 9034. https:// doi.org/10.3390/su13169034




  Quotes:


[1] https://nfm.go.kr/k-box/ui/annyeong/hanok.do;jsessionid=8345F87FD18193C75D7CD50454DC4ECB?lang=en

[2] http://cefia.aks.ac.kr:84/index.php?title=The_Korean_House_-_5.1_New_Housing_Types_aft_er_the_Opening_of_Ports

 

[3] https://hanok.seoul.go.kr/front/eng/info/infoHanok.do?tab=1

 

[4] http://cefia.aks.ac.kr:84/index.php?title=The_Korean_House_-_3.1_Ondol_and_Completion_of_the_Traditional_Hanok

 

[5] https://nfm.go.kr/k-box/ui/anbang/elegant.do;jsessionid=D30EF27AA987B32BCBC21760EDAE976D

 

[6] https://yun-berlin.com/journal/madang/

 

[7] https://english.visitkorea.or.kr/enu/AKR/AK_ENG_2_4.jsp

 

[8] https://asiasociety.org/korea/ondol-korean-traditional-heating-system

 

[9] https://artsandculture.google.com/exhibit/korean-house-hanok/gQR542M5

 

[10] Nani Park, R.J. Fouser, Hanok, The Korean House, Tuttle Publishing, Singapore, 2014, p.10

 

[12] Lee, Y.-H.; Kim, H.-S. The Samcheong Hanok and the Evolution of the Traditional Korean House. Sustainability 2021, 13, 9034. https:// doi.org/10.3390/su13169034

Francesca Nigro
15 Oct 2021
Views 16

Topik: Architettura Coreana


Autore / Writer: Francesca Nigro


Breve Spiegazione / Short Explanation: Breve panoramica dell'Architettura coreana inerente alla storia, influensa cinese, caratteristiche, pungsu e hanok


Link:




L’ Architettura coreana è uno stile architettonico caratterizzato da un’economia delle forme ed un’inclinazione naturalistica, che declina l’estremismo per favorire una ricerca della semplicità.[1]

  

Storia

 

Non è chiaro quando l'architettura coreana divenne nota al di fuori dell'Asia orientale. [2] Una prima descrizione del Silla, regno coreano dal 57 a.C. al 935, compare in un libro del IX secolo di un geografo arabo, e il libro dell'olandese Hendrick Hamel del diciassettesimo secolo registra un resoconto semplice ma interessante sulla casa di Joseon.[3]

 

A seguito di una serie di trattati commerciali effettuati dalla Cina e Giappone con potenze straniere, verso la fine del XIX secolo sono apparse numerose pubblicazioni in Occidente ma la maggior parte erano o diari di viaggio o libri introduttivi che trattavano ampiamente la storia, la geografia e la cultura coreana. Le descrizioni dell'architettura, se presenti, sono rimaste superficiali, riflettendo le impressioni personali degli autori. Anche libri apparentemente professionali sull'arte e l'architettura coreani pubblicati decenni dopo, come Die Kunst Chinas, Japans und Koreas (1929) di Otto Kümmel[4] e Japan Korea und Formosa: Landschaft, Baukunst, Volksleben (1930) di FM Trautz[5], erano superficiali, tendendo a non concentrarsi sulla Corea ma semplicemente a citarla in brevi capitoli per mantenere un equilibrio dell’Asia orientale. [6]

  

Influenza Cinese

 

Nel corso della sua storia, la Corea è stata influenzata dalla Cina nel suo sistema politico, religioso e culturale, ed ha svolto un ruolo importante nel trasferire la civiltà continentale anche alle isole giapponesi. Ma nonostante l'omogeneità dell'area culturale cinese, i tre paesi hanno sviluppato i propri modi di vivere all'interno dei loro diversi climi, e ciò emerge anche dallo stile architettonico differente delle abitazioni. [7]

 

Caratteristiche

  

L' architettura dell'antica Corea si contraddistingue dalla combinazione di legno e pietra per creare strutture multi-room eleganti e spaziose, abitazioni caratterizzate da coperture in tegole di argilla, poste su una piattaforma rialzata, tipicamente di terra battuta, recintate all'interno di muri protettivi e circondate da cortili interni e giardini.[8] 

 

Secondo Nam-Chull Joo (1997), utilizzavano tutti strutture in legno, ma con notevoli differenze negli elementi compositivi e nei concetti spaziali.[9]

 

Se l’architettura cinese illustra una grandezza continentale e le isole del Giappone assumono un gusto acuto, l'architettura coreana nella penisola connota una bellezza moderata come intermediario.[10]

 

Quello che era un tetto cinese fortemente curvo è stato modificato in Corea in un tetto leggermente inclinato. Gli angoli acuti, le linee forti, i piani ripidi e i colori sgargianti sono tutti evitati. Esibisce tipicamente una tranquilla armonia interiore. [11]

  

Pungsu


Il modo tradizionale di costruire in Corea segue la filosofia Pungsu풍수 (fengshui nella più nota romanizzazione cinese), partendo con la valutazione del Baechi배치e Jwahyang 좌향 , ovvero la disposizione e l'orientamento di un edificio.[12] 

 

Seguendo il principio del Baesanimsu 배산임수, gli edifici dovevano essere rivolti a sud e presentare alle loro spalle, come supporto, una montagna e sulla facciata anteriore avere un ruscello. La serie di mensole, denominata Gongpo공포, che sostiene il tetto, è importante sia dal punto di vista strutturale che visivo. Il tetto, sia in tegole che in paglia, domina l'impronta dell'edificio, caratterizzato da naturali linee curvilinee nel colmo e nella gronda.[13]

 

La pianta degli edifici è suddivisa in Gan 간, ovvero un’unità di misura che prende riferimento dallo spazio tra due colonne, e finestre e porte, tappezzate su reticolo di legno, occupando gran parte dello spazio del muro. Le camere hanno due tipologie di pavimento: l'Ondol온돌[14], (letteralmente ‘pietra calda’) o pavimento riscaldato rifinito con carta, e il Maru 대청마루 o pavimento in legno.[15]

 

Hanok

  

La casa di architettura tradizionale coreana viene chiamata hanok. Gli hanok furono progettati e costruiti per la prima volta nel XIV secolo durante la dinastia Joseon[16] (CODICE)

 

Mentre gli hanok con tetto di tegole e tetto di paglia erano ugualmente comuni, i primi erano tipicamente residenze nobiliari mentre i secondi erano per lo più case della gente comune in passato. In questi giorni, la maggior parte degli hanok tradizionali che sono ancora utilizzati per le abitazioni hanno strutture moderne installate all'interno.[17]


Source:

- http://english.visitkorea.or.kr/enu/AC/AC_EN_4_5_2_5.jsp

- http://english.visitkorea.or.kr/enu/AKR/AK_ENG_2_4.jsp

- Hanok: The Korean House. Tuttle Publishing. p. 6. ISBN 1462915140.

- Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

- https://www.britannica.com/art/Korean-architecture

- https://www.worldhistory.org/Korean_Architecture/


  

[1] https://www.britannica.com/art/Korean-architecture

 

[2] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

[3] Hendrik Hamel ; translation from the Dutch manuscript, Br. Jean-Paul Buys, Hamel’s Journal and a Description of the Kingdom of Korea 1653–1666, Royal Asiatic Society, Korea Branch, 1998. ISBN 8972250864

 

[4] Otto Kümmel, Die Kunst Chinas, Japans und Koreas, Erschienen, (1929). ASIN B003UUM02S

 

[5] FM Trautz, Japan Korea und Formosa: Landschaft, Baukunst, Volksleben, ‎ Atlantis Verlag, (1930). ASIN ‏B000MEPQI0

 

[6] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

[7] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

[8] https://www.worldhistory.org/Korean_Architecture/

 

[9] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

[10] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

[11] https://www.britannica.com/art/Korean-architecture

 

[12] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145      
http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

[13] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

 

[14] http://english.visitkorea.or.kr/enu/AC/AC_EN_4_5_2_5.jsp

[15] Kim, H. (2010). The appearance of Korean architecture in the modern West. Architectural Research Quarterly, 14(4), 349-361. doi:10.1017/S1359135511000145

 

http://archistory.korea.ac.kr/archive_110919/Articles/16%20The%20appearance%20of%20Korean%20architecture.pdf

 

[16] http://english.visitkorea.or.kr/enu/AKR/AK_ENG_2_4.jsp Park, Nani; Fouser, Robert J. (2015). Hanok: The Korean House. Tuttle Publishing. p. 6. ISBN 1462915140.

[17] https://english.visitkorea.or.kr/enu/AKR/AK_ENG_2_4.jsp Park, Nani; Fouser, Robert J. (2015). Hanok: The Korean House. Tuttle Publishing. p. 6. ISBN 1462915140.




GLORIA DE FAZIO
15 Oct 2021
Views 12

The National Research Institute of Cultural Heritage (Korean: 국립문화재연구소; Hanja: 國立文化財硏究所) is a government agency established in 1969 in the Cultural Heritage Bureau of the Ministry of Culture and Information. It is responsible for comprehensive government sponsored activities conducted for the survey, research and development of Korean cultural heritage.


History

  • December 11, 1969: the Cultural Heritage Research Office is established in the Cultural Heritage Bureau of the Ministry of Culture and Information by Presidential Degree No. 4203;
  • April 17, 1975: the Office of Cultural Heritage Researchers Is promoted to the Cultural Heritage Research Institute affiliated with the Cultural Heritage Bureau;
  • September 1, 1988: the Archaeological Research Division is created;
  • November 22, 1995: the Institute is renamed the National Research Institute of Cultural Heritage;
  • January 3, 1990: the Gyeongju Cultural Heritage Research Institute, the Buyeo Culutral Heritage Research Instittute, the Changwon Cultural Heritage Research Institute and the Mokpo Marine Antiques Preservation Center are established;
  • April 6, 2006: the Natural Heritage Division is created;
  • July 25, 2003: the Architectural Research Division is created;
  • March 15, 2007: the Research Planning Division is created;
  • July 23, 2019: launched the Wanju Research Institute of Cultural Heritage (Presidential Decree No. 30001).


Activity

Research Division of Archaeology

This division works in the purview of extended research into domestic and international archaeological sites as well as offering research support for unexcavated cultural properties and international exchange projects. The office also publishes research journals and proceeds with joint research projects involving archaeological institutions in other countries with the goal of restoring a more accurate history of Korea. Some of their excavation investigation projects include the Ganghwa-do Goryeo tombs, a joint North-South Korea excavation of Goryeo Palace sites in Gaeseong and excavation works at Gyeongbokgung Palace.

 

Research Division of Artistic Heritage

This division handles a variety of projects dedicated to academic research and study on Korean art history. It collects and provides data concerning the preservation and management of Korean traditional art. These projects include systematic research on the royal tombs of the Joseon Dinasty, recording of traditional Korean patterns, biographies of Korean calligraphers and artists and research of Korean artefacts in foreign countries. This division also concerns the publication of academic books on the matter.


Research Division of Architectural Heritage

This division conducts systematic surveys and academic study of historical buildings to provide resources and reference materials for research in traditional Korean architecture. Their surveys are conducted to record and classify information about the history and present conditions of Korean traditional architectural elements. It also provides academic and technical assistance for preservation, restoration and management of architectural monuments via the analysis of data obtained from research studies.


Conservation Science Division

This division is dedicated to the preventive conservation of cultural heritage as well as the application of scientific methods to study the composition and structure of cultural artifacts in order to provide useful information for research. This includes the study of production technology and provenance of archaeological materials and the research of biomolecules to extract palaeodietary information about the peopling of Korea.


Research Division of Restoration Technology

This division is engaged in the development of technology and materials for the restoration of cultural heritages, the diffusion of restoration technology and the provision for international training. It provides data for restoring heritages defining the causes of damage and deterioration, providing measures applicable to the conservation and restoration of heritages.


Research Division of Natural Heritage

This division is responsible for systematic research and display related to Natural Monuments. It plays a role to raise public awareness on the cultural and ecological value of Natural Monuments and conducts research on traditional landscapes in order to lay academic groundwork for conserving and managing natural protection areas.


Division of Safety and Disaster Prevention

This division provides research for structural stability of architectural cultural heritage and preparation of preventive maintenance system for cultural heritage against natural disasters. The major fields of research are safety inspection, analysis of safety data, study on the assessment standard for structural stability and preventive techniques against natural disasters. It acts to contribute to the safety of cultural heritages and to the stable maintenance of conservation for architectural cultural heritage and reduction of damage by natural disasters.

Francesca Riva
14 Oct 2021
Views 9

TOPIC: Namdo Field Songs

WRITER: Francesca Riva (SAYUL Siena)

ABSTRACT: the name Namdo Field Songs refers to a set of Korean folk songs which used to be sung by farmers in rice fields in the Jeolla Province and in the Jindo Island. Namdo Field Songs are part of the Intangible Cultural Property of South Korea since the 5th of November 1973, after they went through a massive standardisation to cater to a more national public.

WIKIPEDIA LINK: https://en.wikipedia.org/wiki/Namdo_Field_Songs

Veronica Molle
13 Oct 2021
Views 9

TOPIC: Independence Hall of Korea

WRITER: Veronica Molle

WIKIPEDIA LINK: https://en.wikipedia.org/wiki/Independence_Hall_of_Korea

Serena Sarno
12 Oct 2021
Views 13

1. Topic: Byeolgam, the Joseon party planners


2. Writer: Serena Sarno, Mariapia Alò, Sabrina Esposito (team 2 SMS korean folklor) 


3.Explanation: role and function of the Byeolgam figure in the Joseon dinasty.


1.Party planners of the Joseon Era: Byeolgam

1.1 Byeolgam duties and positions

Byeolgam (Korean:별감) were low ranking officials working in the Royal Palace Management Center who were known for wearing an extravagant red robe with an orange hat.

In the Gyeongguk daejeon (Korean: 경국대전, English: Grand Code of National Governance) are described the official responsibilities of Byeolgam (Korean:별감), mostly chores such as: oversee the delivery of royal orders, facilitate the audiences with the king, provide brushes and ink stones for the king, manage locks and keys for the gates of the royal palace, and install various facilities in the yards of the royal palace.

Despite their low-ranking responsibilities, Byeolgam (Korean:별감) used to visit the king quite often as they were the pillar figure in organizing entertainments, banquets and feasts and were indeed regarded as the official party planners of the Joseon Dynasty (1392 – 1910).

The kind of parties held during this era, and the positions of Byeolgam, were illustrated in the Hanyang-ga ‘’ The Song of Hanyang’' (Korean: 한양가), a mid-19th century poem that describes various aspects of Joseon’s capital life:

“With this level of luxury on display, there are no worries about attracting people,
From average people on the street to the offspring of state counselors,
From well-off merchants to self-important minor functionaries
And officials with various titles such as Byeolgam (Korean:별감), Mugam (Korean: 무감), Podogungwan (Korean:포도군관), Jeongwonsaryeong (Korean: 정원사령), and Najang (Korean: 나장).
How colorful is the range of entertainments enjoyed in Hanyang?
Boating games by people from the Tribute Office and New Year's Food games by Pogyo officials,
Holiday Winning games by scribes from various offices and Bar Visiting games by servants from noble households,
Archery and Jobless Aristocrats' games,
Calling Servants games by high officials and Ancestral Ritual games by commoners:
With all these entertainments on offer, every corner of Hanyang is bubbling with excitement.”

This part of the song marks colourful array of games and entertainments enjoyed by everyone, from merchants to nobility. Most of Korean perceive the Joseon era as a monotonous era, especially because of serious scholars in long white robes, but thanks to the Hanyang-ga (Korean: 한양가) poems, we can perceive a different image: Hayang is bursting with energy and entertainment.’’


1.2 Byeolgam show

Byeolgam (Korean:별감) were so pivotal in the in 19th-century Joseon society that they also had their own outdoor festivity referred as ‘’The Byeolgam Show’’ or  ‘’Show for Delivering Royal Orders’’.

In the first part of ‘’The Song of Hanyang’’ (Korean: 한양가) we can find a vivid description of a Byeolgam show:


‘’Let's go watch the exciting Show for Delivering Royal Orders!
It is happening at Gunjajeong Pavilion (Korean:군자정) in the Bugilyeong garrison (Korean:북일영) .
It has a snow-white cloth pitched high as a canopy,
Densely spaced lanterns in colorful shades sent from all the garrisons,
Real and imitation flowers bundled with silk straps and set in glass bottles,
Spittoons, chamber pots, and ashtrays rendered in nickel, jade, or silver,
Food containers imported from Japan or China and fancy portable tables,
And folding screens featuring various themes such as flowers, animals, scenic landscapes,
or auspicious Chinese characters.’’

This part of the song describes the process of preparing the arena that was lavishly decorated with a white canopy, colorful lanterns, and variously themed paintings and magnificent props, like: spittoons, chamber pots, and ashtrays, all made from nickel, silver, or jade.


2. Chief supervisor of the Byeolgam show

The last section of ‘’The Song of Hanyang’’ (Korean: 한양가) describes the artists entering the stage:

“The singers and musicians have all gathered,
Im Jong-cheol (Korean: 임종철) on the six-stringed zither, Yang Sa-gil (Korean:양사길)for singing, and Gongdeugi (Korean: 공득이) have taken the stage for the Gyemyeon melody (Korean: 계면) in the pansori chant (Korean: 판소리).
Various Gisaeng (Korean: 기생) entertainers are also on stage.
Known for dressing up even for an average performance,
They have been amazingly adorned for the Byeolgam Show.
Walking beautifully and flirtatiously onto the stage,
They come from the Royal Pharmacy, Board of Works, or Office of Benefitting the People.
There are young and old Gisaeng, all very talented.”

Spectators applaud the entry of these famous artists including singers and entertainers. Of the many performers in a Byeolgam (Korean:별감) show, the Gisaeng (Korean: 기생) are the most acclaimed. These beautiful entertainers are the center of attention and are the centerpiece of the event. During the Joseon era they were real celebrities and it was the organizers who took care of them and organized their work. After taking the stage, the performers were quick to liven up the mood. Losing themselves in the rousing rhythms created by the musical instruments, the spectators were lifted to a state of great excitement. With the cycles of the music, clowns performed jokes to add to the excitement. The atmosphere created by the combination of music and humor emulated that of a classic nightclub. The central moment is the Gisaeng (Korean: 기생) dance. Following the rhythm of the music, they thrill the spectators. Their dance moves are upbeat and engaging. The show ends with a sword dance accompanied by the rhythm of the drum. This is a real artistic dance performance. At the end of the show, the spectators slowly return to reality. The Byeolgam (Korean:별감)  can be considered a journey through a dream experience. Byeolgam (Korean:별감)  was an expression of late Joseon culture and entertainment. This period witnessed an expansion of commercial trade and the development of marketplaces. With newly acquired wealth, demand for cultural activities surged. People found ways to release the pent-up stress of living in a strictly hierarchical society though entertainment shows. Byeolgam (Korean:별감) emerged out of this popular demand for entertainment and took on the new role of party planner.

 

Source

korean heritage


NOEMI CASANO
27 Sep 2021
Views 11

As an old Korean custom, individuals with disabilities have been furnished with care and help by the legislatures. The cutting edge custom curriculum in Korea started in 1894 when Mrs. Corridor, a Methodist Church clinical missionary, established the main school for the visual weakness in Pyeongyang and started to instruct Braille to a woman. Education for children with other disability conditions began during the 1960s when the main individual arrangement program for a custom curriculum experts was set up at Han-Kuk Social Work University with a few extraordinary schools associated to the institute. At the point when in December 1977, the Education Promotion Act was corrected, advancement law for a specialized curriculum was established and related administrations, like active recuperation, language training, and clinical benefits, for children with disabilities. In December 1990, it mostly updated and supplemented during that time correction.

The meaning of students with learning disabilities (LD) has been refreshed twice under the schooling laws. At first, a scholar with LD was basically characterized as “a student who has learning difficulties in a specific area such as counting, speaking, reading, or writing” (SEPA, 1994, Article 9, Clause 2). Afterward, with the substitution of SEPA by the Special Education Act for Individuals with Disabilities and Others (SEAIDO) in 2008, the past meaning of a scholar with LD was reconsidered to “a student [who] manifests significant difficulties with learning abilities, such as listening, speaking, attention, perception, memory, and problem solving, or in academic achievement areas such as reading, writing, and mathematics due to intrinsic factors” (Article 10).

These days scholars determined to have learning inabilities are just 1.5%, this information address a decrease in the commonness of students with learning disabilities in South Korea. Notwithstanding upgrades in a specialized curriculum laws in South Korea, there is as yet an absence of comprehension of LD, just as the nonstop discussion in regards to the definition and identification criteria of students with LD. This has prompted a quickly declining recognizable proof of students with LD.

Public Institute of Special Education (NISE) was set up in 1994 as the focal establishment of a custom curriculum in Korea. NISE attempts to set up a custom curriculum related strategies and exploration, give preparing openings, disperses data, foster educational plan and course books for guidance, upholds the assurance of common freedoms for students with disabilities, and aids professional, higher, and deep rooted schooling for individuals with disabilities. NISE persistently endeavors to further develop custom curriculum administrations in Korea to work on the personal satisfaction for individuals with disabilities.

Between the objectives of NISE we find:

  1.   Expanding reasonable freedoms for a specialized curriculum by fortifying public responsibility.
  2. Improvement of a custom curriculum conditions experienced by the field through dynamic correspondence.
  3. Leap in the nature of a specialized curriculum through redid support by disability characteristics.

To accomplish the recently tended to targets, NISE invests in carry out the accompanying methodologies:

  1. Assuring fundamental exploration in regards to the subject by performing intermittent quality evaluation to guarantee the ceaseless arrangement of a precise arrangement of insights. Different strategies that help the improvement are the every year gathering information that could prompt important updates and the exact exploration advancement of testing instruments for screening, analysis, and assessment of a specialized curriculum understudies
  2. Development of educational program and reading material to ensure the option to learn for students with disabilities. Similarly as significant as the supplanting of customary materials with elective and appropriate ones for scholars, we likewise need to feature the significance of giving powerful preparing programs either on the web or on location for instructors, guardians, and figures of help.
  3.  Training and distance schooling preparing to improve specialized curriculum aptitude
  4.   Strengthening the informatization ability of students with disabilities and making an establishment for distance instruction
  5.  Support for a custom curriculum all through the improvement of instructive materials to secure the basic liberties of a specialized curriculum subjects and to spread mindfulness and compassion. Significant pieces of the cycle incorporate participation with applicable associations counseling to assess the viability
  6.  Resolving the data hole for students with disabilities and fixing their data capacities by the activity of the site that supports educating and learning 
  7.    Basic examination for planning deep rooted schooling strategy for the disabled with creating long lasting instruction programs, reading material, courses, and showing helps for every disability. Also, building up an organization arrangement of applicable deep rooted training foundations.

Searches:

  1. http://www.nise.go.kr/jsp/knise/en/en_HigherEducation.js
Susanna Salamone
2 Sep 2021
Views 16

1. TOPIC: Gamcheon Cultural Village

2. WRITER: Susanna Salamone

3. SHORT EXPLANATION: History and description of Gamcheon Cultural Village, one of the most attractive places in South Korea. 

4: WIKIPEDIA LINK: https://it.wikipedia.org/wiki/Villaggio_della_cultura_di_Gamcheon